Buffalo Trace Distillery, Warehouse C

Posted in Panorama on novembre 24th, 2009 by texo

Da oggi, anzi proprio ORA, ho l’intenzione di cominciare a pubblicare, di tanto in tanto, una panoramica scelta scattata durante il mio ultimo viaggio americano, ma non solo.

Buffalo Trace Distillery, Frankfurt, Kentucky, USA

Questa panoramica é importante per me. Era la seconda volta che entravo in una distilleria con l’intenzione di scattare delle fotografie panoramiche. La prima volta fu sull’ Islay, presso Ardbeg e Bruichladdich. Fu fantastico avere l’opportunità di fotografare gli alambicchi. Si tratta in effetti di una delle immagini più caratteristiche e rappresentative che un appassionato di whisky possa immaginarsi di catturare col suo obbiettivo all’interno di una distilleria. Non l’unica però: l’altra immagine che racchiude tutta l’essenza dell’arte di fare whisky é quella dei magazzini di invecchiamento, tra le botti che riposano. E’ stato presso la distilleria Buffalo Trace a Frankfurt in Kentucky che ho avuto la possibilità di scattare finalmente questa panoramica. I magazzini per l’invecchiamento sono ovviamente chiusi al pubblico e in genere, durante le visite guidate alla distilleria, ne viene aperto uno, si entra tutti assieme, la guida ci racconta un po’ di aneddoti e poi tutti assieme si esce. Non é la situazione ideale per una fotografia panoramica che richiedeva inoltre lunghi tempi di esposizione a causa della scarsa illuminazione. Chiedo dunque alla guida se sia possibile scattare una fotografia panoramica stando da solo all’interno del magazzino. Mi risponde che l’avrei potuta scattare, ma alla fine del tour e mi avrebbe accompagnato lui.

Finalmente al termine del nostro giro guidato ricordo alla guida che vorrei fotografare l’interno del magazzino. Freddie, questo é il suo nome, mi dice “allright, come with me”. Mi porta al magazzino, apre un lucchetto che chiude la porta d’ingresso e mi dice “accomodati, prendi tutto il tempo che ti occorre”.

Mentre scatto questa panoramica mi trovo dunque da solo all’interno del magazzino C, il più antico della distilleria, datato 1885. Dai piani intermedi di questo magazzino arrivano i migliori whisky di Buffalo Trace. Botti a 360° e un magnifico odore di legno antico. Mi godo per un momento questo istante e poi comincio a scattare. 6 secondi di esposizione per ogni scatto.

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Willett – Port Ellen

Posted in Viaggio, Whisky on settembre 12th, 2009 by texo

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willetMa oggi é Sunday o Saturday? Sto vivendo un magico momento ascoltando un fantastico disco  di Railroad Earth.album-elko Questa é la musica che mi mancava, un ponte tra bluegrass e psichedelia. Ma comunque la vera ricorrenza é l’apertura della favolosa bottiglia di Willett Straight Kentucky Rye Whiskey che mi sono regalato per il compleanno. Veramente un’esperienza al di là della mia fantasia, oltre la memoria del gusto. E’ già trascorsa una settimana e mezzo dal mio rientro e già tutto mi sembra lontanissimo. Cerco comunque di sollecitare la memoria risvegliandola con le immagini scattate durante quelle settimane di viaggio. Anche la musica ascoltata durante i lunghi pomeriggi trascorsi ad inseguire le insegne dei motel mi aiuta a ricreare lo stato d’animo pacifico, rilassato che ha contraddistinto questo viaggio. Mi sono ritrovato come in una bolla emotiva, un gavettone emozionale totalmente impermeabile che mi ha regalato una privatissima esperienza ricca di stimoli. Ho viaggiato ascoltanto la voce antica di Ralph Stanley e i suoi Clinch Mountain Boys attraversando le Appalachian Mountains in Kentucky e Tennessee. Ho attraversato interminabili foreste e mi sono cotto sotto il sole del deserto sempre sulle note di qualche importante musicista e anche questa sera, con la luna che dondola sul limite del monte, davanti a me, con la valle già tutta calata nell’oscurità, con i disegni di nuvole scure appena percettibili nell’oscurità, ci sono le note tranquillizzanti del mandolino di Chris Thile e ancora un rotondissimo bourbon, mentre ammiro la mia valle nel buio, seduto in terrazza. C’é stato un momento simile durante la mia vacanza, qualche minuto in cui mi sono fermato in piedi nell’oscurità e mi sono detto “fai silenzio e ascolta”.

port-ellenAdesso é trascorso più di un mese e l’esperienza americana é già completamente alle spalle, lontanissima. Mi sembra di non esserci mai stato. E’ sabato pomeriggio. Sta piovendo e sto odorando un magnifico bicchiere dell’ultimo Port Ellen acquistato, Berrys’ Own Selection del 1982, botte 2850. I miei sensi, sollecitati, risvegliano dei ricordi vecchi di un anno, quando di sera alle 8 si aprì il portellone anteriore del ferry che ci portava sull’Islay e fui avvolto da un magnifico profumo che invadeva l’aria ancora fresca di tardo marzo. Un chiaro e inconfondibile odore di malto affumicato mi accoglieva mentre scendevamo lentamente sul molo con i fari di servizio che ci accecavano. Era già buio sull’isola e una sontuosa cena di mare ci attendeva al Lochindaal di Port Charlotte. Mentre ci allontanavamo dal molo seguendo una fila di automobili passammo accanto alla vecchia distilleria di Port Ellen, oramai riconvertita in stabilimento per la maltatura. Ora, a distanza di qualche mese,  mi inchino in segno di rispetto e stima di fronte a tanta perizia.

Sláinte Mhath!

Salute a tutti!

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Elmer T. Lee

Posted in Musica, Viaggio, Whisky on luglio 21st, 2009 by texo

Adesso ho proprio bisogno di ribadire che questa giornata é stata fino ad ora perfetta. In questo istante sto a casa di dio in persona. Ho appena concluso una magnifica visita alla distilleria Buffalo Trace e ho pure cominciato a fare i primi scatti panoramici.

Buffalo Trace Distillery

E’ appena passato un vecchiettino che con una voce tremolante mi ha detto: “It looks like you’re doing good“. “Yes sir!” gli ho risposto sorridendo. Sono seduto ad un ristorante nel centro storico di Frankfurt e sto mangiando una deliziosa Soup Of The Day accompagnata da una House Salad mentre mando giù dell’ottima Newcastle. Oggi da Buffalo Trace mi é quasi scesa una lacrimuccia di commozione.

insegna

Mentre con il gruppo ascoltavo le interessanti vicissitudini di questa distilleria, Freddie (la nostra guida) ci ha fatto girare tutti. Alle nostre spalle stava passeggiando lentamente un vecchiettino sostenuto da un bastone, tutto assorto nei suoi pensieri. “Quello signori” ci dice Freddie con una certa solennità “é Elemer T. Lee” Master Distiller storico di Buffalo Trace, uno dei pochi M.D. d’America ad aver avuto l’onore di dare il proprio nome ad un whiskey. “How are you doing today Mister Lee?” dice Freddie. Insomma, mi é passata accanto la storia del Bourbon in quell’istante. Nel pomeriggio ho comperato una bottiglia di Elmer T. Lee Kentucky Straight Bourbon Whiskey firmata da mister Lee in persona, scovata in un bellissimo whiskey shop downtown Frankfurt. Mamma mia che solennità!

woodsongs_stage

Adesso sono le 8 di sera ed in questo istante esco dal Kentucky Theater dove ho appena assistito al fantastico concerto di Neko Case, questa strana rossa vestita con un tubino marrone decorato di gocce arancioni e gialle che canta sempre riverberata perché quello é il suono della voce quando si canta nelle sale da concerto. La serata é stata aperta dal grande Michael Johnathon che seguo attraverso i suoi webcasts da oramai un po’ di tempo.

michael-johnathon

E’ curioso, ma se oggi sono in USA é proprio grazie al Woodsongs Old-Time Radio Hour. Qualche mese fa stavo navigandone il sito internet e leggevo che era possibile sostenere lo show, che é interamente organizzato da volontari, diventando “Radio Partner”. Sul momento pensai che fosse semplicemente una bella idea sostenerli. Scoprii in seguito che la sottoscrizione mi dava diritto a 2 entrate gratuite allo show per uno qualsiasi dei concerti che si terranno durante l’anno. Passano un paio di settimane e ricevo a casa la mia tessera di Partner con due CD e una maglietta. Poi dopo qualche giorno mentre assaggio un ottimo Thomas H. Handy, guardo fuori dalla finestra di casa mia, i cavalli stano pascolando. “Sembra Kentucky” penso. “Bourbon Whiskey e cavalli = Kentucky. Un’equazione semplicissima da risolvere.  “Ma vaffanculo, io vado in Kentucky a riscuotere il mio show. 10 minuti dopo avevo un biglietto aereo e oggi mi trovo a Lexington.

Ho già comprerato 3 bottiglie di Bourbon che mi accompagneranno tutto il viaggio ma domani mi procuro un ottimo Knob Creek di pronta beva che mi augurerà sempre la buona notte.

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Kentucky

Posted in Viaggio on luglio 19th, 2009 by texo

Bene bene bene, ora si presenta un magnifico dilemma, una splendida opportunità. Mi trovo nelle condizioni perfette per riprendere a scrivere le mie proverbiali epistole trash. Ho nuovamente tutto quello che mi serve per essere di nuovo uno scrittore trash: scrivo male, sono alla seconda birra qui a Malpensa. Mi son fatto un goccetto di Glenfiddich 15 anni, ho 4 Temesta, 2 Xanax, un Imodium. Ho con me la mia fedele Fender a sfera come nel ’99 e sono diretto a Cincinnati. Weird! Isn’t it? Stamane strada sbarrata da due alberi caduti dopo Curtina. Vengo avvisato in tempo e scendo a tutta birra dalla strada alta della Valcolla. Arrivo a Tesserete facendo lo slalom tra le piante cadute in mezzo alla strada. Parcheggio a Lugaggia e la moglie di Giuseppe, gentilissima, mi da un passaggio fino a Lugano. Il temporale è terminato. La notte passata ho dormito 1 ora e 30 minuti mentre fuori imperversava l’uragano ululante assieme al caos strisciante. Poi sul Malpensa Express 5 km di coda prima di Chiasso. In seguito altra coda merdosa dopo Como Nord a causa di un incidente. Poi traffico fermo a Castellanza. La polizia cerca di prendere un cane abbandonato in autostrada. Una scena surreale. Siamo tutti fermi in autostrada con il poliziotto accovacciato che cerca di tranquillizzare la povera bestia mentre io mi auguro che chi lo ha abbandonato venga coinvolto in un incidente stradale. FIGLI DI PUTTANA! Si riparte e arriviamo a Malpensa alle 8 e 40. Per due ore mi sono dovuto sorbire 4 bellinzonesi bödri con i loro “dio porco” e “porco dio” intercalati ogni 2 frasi in un dialetto sgraziato e ignorante. C’é anche chi parla bene il dialetto ticinese. A me piace pure ascoltarlo. Ma in questo caso ho raggiunto immediatamente la saturazione. Al Duty Free una splendida latino-americana mi chiede se voglio assaggiare del Glenfiddich.”Certo” rispondo e lei prende a spiegarmi i processi di creazione del whisky inanellando imprecisioni con errori a raffica. Ma io l’ascolto e soprattutto la osservo. Molto bella, spledidi occhi marroni e labbra carnose luccicanti. Mentre parla, senza rendersene conto, continua a massaggiare il collo di una bottiglia di Glenfiddich 18 e un Balvenie Double Wood a due mani e anche io divento Double Wood. Ora sono al Gate B06 e attendo. Fra un momento si imporrà un piscio strategico, giusto per evitare di esplodere durante la fase di decollo. Mitica scrittura trash.
Qui accanto si stanno imbarcando per Teheran sulle Airlines Of The Islamic Republic of Iran, così si chiama. Adesso stacco. Ho appena visto Pran, di Urla del Silenzio, quello della foto che si sbiadiva.

Ok signori, adesso sto sorvolando il mare di Labrador e ne ho piene le palle. Tra qualche minuto passeremo sul golfo di San Lorenzo e io ascolterò San Lorenzo di Metheny. Di seguito la lenta discesa verso NYC. Poi ci sarà il terzo schema da passare con il nuovo imbarco per Sin Sinnati. Guardando giù l’oceano sembra sereno e tranquillo. L’oceano ora ha lo stesso colore del cielo e sembra di volare nel cosmo. Sono sull’Enterprise e il diario di bordo del capitano Kirk dice che mancano ancora due ore e 45 minuti. Ok, vedo terra ascoltando il magnifico piano di Bill Evans. Adesso Chloe Dancer (Mother Love Bone). Che ricordi! Questo é uno dei brani della scena di Seattle che più di ogni altro mi rituffa nei primi anni novanta. Grunge nostalgico lo definirei.

Giornata folle oggi. Cominciata alle 3 del mattino a Certara, sveglio, illuminato dai fulmini sotto scrosci di pioggia in perfetto stile tropicale e poi trascorsa ad inseguire il sole tutto il giorno. In questo istante sto scrivendo con il mio netbook da più o meno 10000 metri di altezza, all’interno di un piccolo Canadair-ghiacciaia. L’orologio del portatile segna le 03 e 37 ora svizzera e dunque anche per me adesso sono le tre e mezza del mattino. Sono sveglio e sto viaggiando da ventiquattro ore oramai e se tutto va bene tra un’ora e mezza potrei anche ritrovarmi alla guida di una automobile. Insomma, le condizioni perfette per una guida attenta e sicura!

Oggi é domenica mattina e sono ufficialmente in Kentucky trovandosi l’aeroporto di Cincinnati al di la del confine di stato dell’ Ohio. Ho noleggiato una Toyota Rav qualcosa e sono pronto per scendere verso Lexington.

Cavallo per l'attraversata

Bene signori, in questo istante sono seduto al Dasha’s, downtown Lexington e purtroppo forse è troppo presto per un bourbon. Questo locale è citato con tanti elogi su Whisky Magazine e dunque questa sera un salto dopo cena, se non addirittura anche per cena, si impone. Comunque adesso per la cronaca sto bevendo Kentucky Ale alla spina che sta andando giù a meraviglia.
Questa mattina è stata uno dei miei grandi momenti. Top Ten. Mi è tornato un gran senso di libertà mentre percorrevo l’autostrada ascoltando dell’ottimo Bluegrass di mia personale selezione. Mi trovo tra le altre cose nel cuore della Bluegrass Region. Il bancone qui davanti offre un ottima selezione di bourbon anche se comunque non mancano i principali Single Malt scozzesi.
E’ domenica pomeriggio ma il centro citta è abbastanza affollato. Diversi edifici storici decorano il centro città che risulta così abbastanza ben conservato. Sta partendo la seconda KC Ale, Springsteen sta cantando “I’m working on a dream” e fa freddo dentro a questo pub. Una tipa seduta qua di fianco a me (sputata André The Giant di faccia) ha ordinato una Caesar Salad e prima di mangiare si è messa a pregare. Va giù bene sto Ale. Gaaaz. Mandano un po’ troppo Golf in tele per i miei gusti. André The Giant intanto qui di fianco sta mangiando l’impossibile e credo che abbia la SARS o la peste suina. O una o l’altra, ma una delle due di sicuro, così, a stima.

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Unbridled Spirit

Posted in Whisky on maggio 12th, 2009 by texo

Guardo fuori dalla finestra della mia camera con un bicchiere di Thomas H. Handy Sazerac Straight Rye Whisky in mano. Michael Murphey sta cantando Geronimo’s Cadillac e i cavalli pascolano tranquilli poco più in basso. Nella mia testa si sta delineando un possibile Kentucky Trip. Un raggio di sole entra diagonale dalla finestra e taglia il mio copriletto scozzese. Comincio già ad immaginarmi a bordo di una spaziosa auto mentre percorro le strade infinite del Nord America.
Ma quanto é rilassante l’ascolto di una canzone chitarra e voce di uno dei forse più autentici rappresentanti dell’Outlaw Country degli anni 70?

Kentucky

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