Cattedrali del Midwest

Posted in Panorama, Viaggio on gennaio 8th, 2012 by texo

I silos granari rappresentano assieme alle torri idriche gli edifici più alti e riconoscibili delle campagne piatte del Midwest.

Bill Bryson, in America Perduta, li definisce efficacemente “cathedrals of the Middle West, the ships of the prairie seas” ovvero le cattedrali del Midwest, le navi delle praterie.



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Abandoned Flea Market, Falcon, Missouri

Posted in Panorama, Viaggio on dicembre 30th, 2011 by texo

Le strade di campagna più isolate e dimenticate nascondono quasi sempre i miei tesori. Durante un rilassatissimo pomeriggio dominato da una calura afosa mortale, lasciandomi guidare dal caso attraverso le campagne del sud Missouri, mi sono imbattuto in questo edificio abbandonato, probabilmente un mercatino di campagna. Io quando vedo ruggine e vernice scrostata vado in brodo di giuggiole! E’ il mio elemento naturale e il mio ideale estetico.


 

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Lucille’s Gas Station, Hydro, Oklahoma

Posted in Panorama, Viaggio on dicembre 27th, 2011 by texo

Un’altra stazione di servizio cui si fa menzione nel Registro Nazionale dei luoghi storici la si incontra poco prima di arrivare a Hydro. Fu costruita nel 1929 da Carl Ditmore. Nel 1941 Lucille and Carl Hamons divennero i nuovi proprietari. Lucille gestì la stazione di servizio per 59 anni fino alla sua morte nel 2000. Provine Service Station é il suo nome ma é più conosciuta con il nome di Lucille’s.


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Soulsby Service Station, Mt. Olive, Illinois

Posted in Panorama on dicembre 19th, 2011 by texo

Una delle prime storiche stazioni di servizio  che ho incontrato percorrendo la Route 66 lungo la tratta tra Springfield e St.Louis.

Nel 1926, intuendo che una nuova Strada Nazionale sarebbe stata costruita di li a poco attraverso la cittadina di Mount Olive,  Henry Soulsby, figlio di immigranti irlandesi, progettò e costruì la stazione di servizio che fu poi gestita dai figli Russell e Ola Soulsby fino al 1996. Dal 2004 fa parte del Registro Nazionale dei luoghi storici.



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McLean, TX

Posted in Panorama, Viaggio on dicembre 12th, 2011 by texo

Direi che è finalmente giunto il momento di cominciare a pubblicare alcune delle panoramiche scattate l’estate passata durante il mio ultimo viaggio attraverso gli Stati Uniti d’America.

La panoramica che pubblico oggi racconta di un mio tipico pomeriggio esplorativo a caccia di edifici dismessi e diroccati lungo la Strada Madre. Mi trovo a McLean, Texas settentrionale, su in cima, nel “panhandle”, quella porzione squadrata di Texas che si infila tra Oklahoma e New Mexico. La 66 scorre dritta attraverso un paesaggio piatto fatto di praterie. Di tanto in tanto si attraversano queste cittadine post-atomiche dall’aspetto quasi disabitato prive di attività e vita, apparentemente. A McLean, come dicevo, passo veloce accanto ad una vecchia pompa di benzina oramai abbandonata chissà da quanti anni. Non ho più neanche bisogno di vederla e comprenderla, tanto sono abituato. Mi basta che entri nel campo visivo e anche se non ci ho fatto caso, il mio cervello la registra e me la notifica. Mi fermo, faccio inversione di marcia e mentre torno indietro già penso a dove potrò parcheggiare in modo che la mia auto resti completamente fuori vista alla panoramica che probabilmente scatterò. Una procedura oramai diventata automatica. Parcheggio dietro un piccolo magazzino, prendo macchina e cavalletto e mi dirigo verso il rudere. Mano a mano che mi avvicino si conferma l’impressione quasi subcosciente che avevo avuto passandogli accanto in automobile la prima volta. Sembra magnifico. Il caldo é opprimente, l’aria immobile. Ho già la maglietta appiccicata al petto e sto sudando. C’é un silenzio quasi cinematografico, come quello dei film western, quando lo straniero entra nella cittadina apparentemente disabitata, percorrendo la via principale, quella in cui si svolgono i duelli all’ultimo sangue.

Sono davanti all’edificio. faccio un giro a 360 gradi con lo sguardo. Vedo la strada che arriva e che riparte, tutta deserta. Arrivo sotto la tettoia che probabilmente un tempo ospitava le pompe di benzina. Manca la porta d’ingresso. Mi avvicino e getto uno sguardo all’interno.

Un forte rumore rompe il silenzio. Mi blocco un istante mentre da una fessura che dalla facciata esterna porta al sottotetto interno si gettano in volo all’esterno una decina di piccioni ai quali ho probabilmente disturbato l’ora della siesta. Mi infilo all’interno di questo locale, scorgo un soffitto ribassato parzialmente sfondato e un caos di detriti in ogni angolo. Una gioia per gli occhi. Non potevo desiderare niente di più fotogenico in questo pomeriggio d’estate nel cuore dell’America. Una tazza del cesso é stata trascinata fuori dal bagno e sta li, quasi bella di fianco a una vecchia poltrona sgualcita. Calcinacci e farraglia ovunque, autoradio scassate, barattoli vuoti e roba arrugginita, vetri rotti e merda di piccione ovunque. Piazzo il trepiede, metto in bolla la testa panoramica e comicio a leggere le esposizioni con la Fuji S3 Pro.

la scoperta di questo rudere mi ripaga tutta la giornata.


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Daxofono

Posted in Musica on dicembre 7th, 2011 by texo

Oggi sono partito in direzione di una nuova galassia a bordo della “daxonave” pilotata da Hans Reichel. Un viaggio fantastico in un mondo popolato da strane creature sonore un po’ buffe e un po’ grottesche.

Qualche settimana fa un mio contatto facebook  che non conosco e che ho acquisito unicamente attraverso atri amici, pubblicava la foto di un curioso strumento musicale, il daxophone (daxofono). A guardarlo non era possibile capire nè in che modo lo si suonasse nè tantomeno quale suono avrebbe potuto produrre. Descrivendolo  é un piccolo pezzo di legno montato su un trepiede al quale vengono affrancate delle “lingue” di legno intagliato di forme diverse.

Facendo una breve ricerca su internet scopro il magnifico mondo di Hans Reichel, morto recentemente, musicista sperimentale (chitarrista, violinista) inventore per l’appunto del daxophone e ideatore delle lamelle di legno che già da sole valgono come oggetti d’arte. Sono bellissime, di tutte le forme, intagliate in legni di ogni colore e struttura.

Credo di essere stato travolto da una nuova investigazione musicale. Non ne sono certo ma potrebbe veramente essere che il mio futuro prossimo sia totalmente condito da una macedonia di musica sperimentale fatta di suoni inconsueti e obliqui. So che a volte mi accadono queste cose. Vengo velocemente travolto da ondate di stimoli sonori che poi mi accompagnano per mesi. Hanno l’esclusiva sui miei ascolti per parecchio tempo e poi restano per sempre. Magnifico, no? Come Lower Lurum – A Guitar and Daxophone Operetta, disco che da diversi giorni mi sta accompagnando in una strana foresta popolata di bizzarre creature musicali.

Intanto seguo questo ascolto con buon pane e buon salame. Inoltre qualche boccone di fish jerky russo sposa alla perfezione con l’ottima Birra Speciale Rossa Artigianale dei Mastri Birrai Umbri.

Una nota la merita anche il sito web di Hans Reichel www.daxo.de, un vero e proprio trip mentale accompagnato dagli strani suoni organici del daxofono. Fateci un giro!

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Wilco a Basel

Posted in Musica on novembre 7th, 2011 by texo

Sono seduto davanti all’hotel Balade a Basilea e tra poco i Wilco suoneranno alla Kaserne. Un magnifico pezzo d’America colta stimolerà la mia mente qui sulle rive del Reno. Sono passati un paio d’ anni dall’ ultima volta a Zurigo e un nuovo disco è stato pubblicato. Il cielo è grigio sopra Basilea, ma proprio grigio e scuro. Faceva già buio alle tre del pomeriggio, come se mi trovassi oltre il circolo polare artico. Forse ho pure incontrato delle renne attraversando le campagne della Svizzera centrale. In questo momento sto cercando di arrotondarmi con una Löwenbräu e una Panaché mentre mastico dell’ottimo beef jerky americano. Devo smussare un po’ gli angoli.

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Qui davanti alla finestra della mia camera c’ è un chiassosissimo luna park che sicuramente mi impedirà di chiudere occhio questa notte. Ma in fin dei conti è fantastico così. La musica qui si è fermata agli anni 80. Pet Shop Boys, Michael Jackson e Wham mentre i ragazzini urlano sulle giostre e il Reno scorre immobile poco lontano.

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Highlands sottocenerine

Posted in Assaggi, Valcolla, Whisky on agosto 28th, 2011 by texo

É il momento di assaggiate un ottimo Singleton of Ord di 18 anni qui in cima alle Highlands sottocenerine con le pecore che pascolano qua sotto e tutto il Ticino del sud davanti ai miei occhi. Nonostante le temperature siano scese rispetto ai giorni canicolari di settimana scorsa il sole scotta ancora parecchio. Ho appena pranzato a caciotta di capra, pane e carne secca grigionese con un buon vinello del Mendrisiotto. Qua davanti si intravede a destra del pizzo Doufur, la cima del Matterhorn, inconfondibile. Giornata magnifica che non potevo non trascorrere sulle mie montagne.

Poi serata bluegrass dedicata ad un recente acquisto americano: Cahalen Morrison e Eli West visti in concerto a San Francisco come spalla a Crooked Still. Un sorprendente duo di Seattle che combina  tradizionali melodie bluegrass e folk americano. Cahalen Morrison, clawhammer banjo e mandolino, Eli West, chitarra. Autenticità, semplicita e bravura.

Infine ci sono alcune bottiglie di Bourbon assolutamente degne di nota che dagli USA sono tornate a casa con me:

Rittenhouse 25 Years Old Single Barrel Straight Rye Whiskey, 50% alc/vol, in assoluto il whiskey americano più vecchio che io abbia mai provato e francamente uno dei più complessi che io possa ricordare. Forse il fatto che la gradazione non raggiunga le vette feroci di altri Rye Whiskies che flirtano con il 70% di alc/vol aiuta.

Four Roses Single Barrel Limited Edition 2011 Straight Bourbon Whiskey, 61.4% alc/vol

Maker’s 46 (94 proof),  un interessante Bourbon rifinito in botti contenenti doghe di quercia francese inutilizzate che aggiungono al bourbon note di caramello e vaniglia rilasciando modeste note tanniniche. La ceralacca rossa é la stessa che contraddistingue il Maker’s Mark ma il nuovo nato della distilleria di Loretto in Kentucky é decisamente più saporito, più aromatico.

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Old Taylor Distillery, Woodford County, Kentucky

Posted in Fotografia, Panorama, Whisky on luglio 27th, 2011 by texo

Un paio di mesi fa leggevo su bourbonenthusiast.com, un blog interamente dedicato al whisky americano, delle esplorazioni fatte da alcuni blogger nei pressi di Frankfort in Kentucky per fotografare le rovine di una distilleria dismessa.

Sulle sponde del Kentucky River si trova la celebre Buffalo Trace Distillery che non ha bisogno di presentazioni. Viaggiando lungo il Glenn’s Creek, invece, ci si imbatte dopo qualche chilometro nella Old Taylor Distillery in rovina.

Un festival di “No Trespassing” cerca di scoraggiare i curiosi ma il desiderio di scattare qualche bella panoramica é troppo forte e così scavalco il muretto di cinta e comincio la mia perlustrazione clandestina.







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Route 66 – Joplin, Missouri, dopo il tornado

Posted in Fotografia, Viaggio on luglio 2nd, 2011 by texo

La perlustrazione della route 66 é cominciata tranquillamente questa mattina con una partenza rilassatissima da Springlfield, Missouri in direzione del confine con l’Oklahoma con un breve passaggio in Kansas. Ho ammirato le pompe di benzina restaurate di Spencer MO, Galena KS e Commerce OK, poi anche un bellissimo Drive-in a Carthage, MO.

Dopo avere scattato delle foto a questo cinema all’aperto proprio mentre sto risalendo in automobile si avvicina un signore. In questi casi sei sempre pronto a sorbirti una qualche lamentela per qualche misterioso motivo e allora mentre questo signore si avvicina già mi preparo mentalmente alla mia difesa. Con mia sorpresa il signore si avvicina addirittura solo per ringraziarmi di aver rispettato i divieti di passaggio attraverso la sua proprietà che erano comunque più che chiari. Mi chiede subito da dove arrivo. Questo giochino lo fanno tutti qua, sempre, non appena ti avvicinano, per avere smentite o conferme in merito a qualche loro convinzione sul comportamento degli stranieri sulla loro terra. Il proprietario del cinema mi dice che senza dubbio i turisti più indisciplinati sono i francesi seguiti a ruota dai tedeschi. Lo ringrazio anche io e parto alla volta di Joplin a poche miglia dal confine con l’Oklahoma. Due anni fa presi la 66 proprio in questa cittadina arrivando da Little Rock ma oggi mi avvicino con un po’ di inquietudine. So che il 22 maggio scorso Joplin é stata devastata da un tornado e ho veramente voglia di andare a dare un’occhiata.

Questo é quanto é accaduto il 22 maggio 2011:

Arrivo a Joplin ed entro in città percorrendo la 66 lungo la strada principale che sfoggia con orgoglio due file di palazzi d’epoca in mattonelle rosse. Tutto il centro é ordinato e pulito e anche elegante. Giro la testa un po’ da tutte le parti per vedere se riesco a scorgere i segni del passaggio del tornado ma non vedo nulla. Ad un certo punto la 66 gira a destra e nonostante io voglia seguirla, continuo dritto sperando di trovare qualche segno del tornado più avanti. Mi tengo a mente il nome della strada per ribeccarla al mio ritorno e comincio la salita verso una collina a sud del centro. Tra me e me mi dico: “chissà dove sarà passato il tornado, magari in qualche quartiere in un angolo di periferia, e vallo a trovare…”

Non faccio in tempo a terminare il mio pensiero che in un secondo mi accorgo di essere entrato in un altra dimensione. Non ci credo. Solo 5 secondi prima stavo ammirando gli eleganti edifici, sedi di banche e compagnie assicurative e adesso in un attimo ci sono cumuli di macerie ad entrambi i lati della strada. Giuro che mi sono corsi i brividi lungo la schiena. La devastazione oltre il culmine della collinetta é totale e c’é come una linea che delimita le case che si sono salvate da tutto il resto. Oltre quella linea non é rimasto in piedi niente per una striscia di devastazione che davanti a me, lungo la strada che sto percorrendo si estende per circa un chilometro, mentre a destra e a sinistra a perdita d’occhio.

Questo é ciò che ho filmato oggi primo luglio, 5 settimane dopo il passaggio del tornado:

Una cosa che mi sconvolge sono gli alberi ai quali sembrano esser stati strappati tutti i rami. Sono addirittura scortecciati, ci sono centinaia di volontari che stanno sgomberando le macerie e passato un momento di sconvolgimento mentale mi infilo in una via laterale dove parcheggio. Prendo cavalletto e macchina fotografica e comincio a camminare abbastanza sgomento. Molte strade sono bloccate e dunque mi avvicino ad un volontario per chiedergli se posso scattare delle foto. Non vorrei urtare la sensibilità di nessuno. Ci sono famiglie che ancora stanno tirando fuori dalle macerie le proprie cose e mi devo ricordare che qui cinque settimane fa sono morte 150 persone. Nessun problema mi dice e allora comincio a girare. In diverse zone c’é un forte puzzo… é puzza di cadavere, é così… ma saranno probabilmente animali rimasti intrappolati sotto le macerie, chissà.

In giro per strada c’é di tutto, libri, cd, orsacchiotti di peluches, sedie, roba rotta, lamiere attorcigliate, scarpe, vestiti. I volontari stanno lavorando a 38°C all’ombra, dei veri eroi.

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