Kentucky

Bene bene bene, ora si presenta un magnifico dilemma, una splendida opportunità. Mi trovo nelle condizioni perfette per riprendere a scrivere le mie proverbiali epistole trash. Ho nuovamente tutto quello che mi serve per essere di nuovo uno scrittore trash: scrivo male, sono alla seconda birra qui a Malpensa. Mi son fatto un goccetto di Glenfiddich 15 anni, ho 4 Temesta, 2 Xanax, un Imodium. Ho con me la mia fedele Fender a sfera come nel ’99 e sono diretto a Cincinnati. Weird! Isn’t it? Stamane strada sbarrata da due alberi caduti dopo Curtina. Vengo avvisato in tempo e scendo a tutta birra dalla strada alta della Valcolla. Arrivo a Tesserete facendo lo slalom tra le piante cadute in mezzo alla strada. Parcheggio a Lugaggia e la moglie di Giuseppe, gentilissima, mi da un passaggio fino a Lugano. Il temporale è terminato. La notte passata ho dormito 1 ora e 30 minuti mentre fuori imperversava l’uragano ululante assieme al caos strisciante. Poi sul Malpensa Express 5 km di coda prima di Chiasso. In seguito altra coda merdosa dopo Como Nord a causa di un incidente. Poi traffico fermo a Castellanza. La polizia cerca di prendere un cane abbandonato in autostrada. Una scena surreale. Siamo tutti fermi in autostrada con il poliziotto accovacciato che cerca di tranquillizzare la povera bestia mentre io mi auguro che chi lo ha abbandonato venga coinvolto in un incidente stradale. FIGLI DI PUTTANA! Si riparte e arriviamo a Malpensa alle 8 e 40. Per due ore mi sono dovuto sorbire 4 bellinzonesi bödri con i loro “dio porco” e “porco dio” intercalati ogni 2 frasi in un dialetto sgraziato e ignorante. C’é anche chi parla bene il dialetto ticinese. A me piace pure ascoltarlo. Ma in questo caso ho raggiunto immediatamente la saturazione. Al Duty Free una splendida latino-americana mi chiede se voglio assaggiare del Glenfiddich.”Certo” rispondo e lei prende a spiegarmi i processi di creazione del whisky inanellando imprecisioni con errori a raffica. Ma io l’ascolto e soprattutto la osservo. Molto bella, spledidi occhi marroni e labbra carnose luccicanti. Mentre parla, senza rendersene conto, continua a massaggiare il collo di una bottiglia di Glenfiddich 18 e un Balvenie Double Wood a due mani e anche io divento Double Wood. Ora sono al Gate B06 e attendo. Fra un momento si imporrà un piscio strategico, giusto per evitare di esplodere durante la fase di decollo. Mitica scrittura trash.
Qui accanto si stanno imbarcando per Teheran sulle Airlines Of The Islamic Republic of Iran, così si chiama. Adesso stacco. Ho appena visto Pran, di Urla del Silenzio, quello della foto che si sbiadiva.

Ok signori, adesso sto sorvolando il mare di Labrador e ne ho piene le palle. Tra qualche minuto passeremo sul golfo di San Lorenzo e io ascolterò San Lorenzo di Metheny. Di seguito la lenta discesa verso NYC. Poi ci sarà il terzo schema da passare con il nuovo imbarco per Sin Sinnati. Guardando giù l’oceano sembra sereno e tranquillo. L’oceano ora ha lo stesso colore del cielo e sembra di volare nel cosmo. Sono sull’Enterprise e il diario di bordo del capitano Kirk dice che mancano ancora due ore e 45 minuti. Ok, vedo terra ascoltando il magnifico piano di Bill Evans. Adesso Chloe Dancer (Mother Love Bone). Che ricordi! Questo é uno dei brani della scena di Seattle che più di ogni altro mi rituffa nei primi anni novanta. Grunge nostalgico lo definirei.

Giornata folle oggi. Cominciata alle 3 del mattino a Certara, sveglio, illuminato dai fulmini sotto scrosci di pioggia in perfetto stile tropicale e poi trascorsa ad inseguire il sole tutto il giorno. In questo istante sto scrivendo con il mio netbook da più o meno 10000 metri di altezza, all’interno di un piccolo Canadair-ghiacciaia. L’orologio del portatile segna le 03 e 37 ora svizzera e dunque anche per me adesso sono le tre e mezza del mattino. Sono sveglio e sto viaggiando da ventiquattro ore oramai e se tutto va bene tra un’ora e mezza potrei anche ritrovarmi alla guida di una automobile. Insomma, le condizioni perfette per una guida attenta e sicura!

Oggi é domenica mattina e sono ufficialmente in Kentucky trovandosi l’aeroporto di Cincinnati al di la del confine di stato dell’ Ohio. Ho noleggiato una Toyota Rav qualcosa e sono pronto per scendere verso Lexington.

Cavallo per l'attraversata

Bene signori, in questo istante sono seduto al Dasha’s, downtown Lexington e purtroppo forse è troppo presto per un bourbon. Questo locale è citato con tanti elogi su Whisky Magazine e dunque questa sera un salto dopo cena, se non addirittura anche per cena, si impone. Comunque adesso per la cronaca sto bevendo Kentucky Ale alla spina che sta andando giù a meraviglia.
Questa mattina è stata uno dei miei grandi momenti. Top Ten. Mi è tornato un gran senso di libertà mentre percorrevo l’autostrada ascoltando dell’ottimo Bluegrass di mia personale selezione. Mi trovo tra le altre cose nel cuore della Bluegrass Region. Il bancone qui davanti offre un ottima selezione di bourbon anche se comunque non mancano i principali Single Malt scozzesi.
E’ domenica pomeriggio ma il centro citta è abbastanza affollato. Diversi edifici storici decorano il centro città che risulta così abbastanza ben conservato. Sta partendo la seconda KC Ale, Springsteen sta cantando “I’m working on a dream” e fa freddo dentro a questo pub. Una tipa seduta qua di fianco a me (sputata André The Giant di faccia) ha ordinato una Caesar Salad e prima di mangiare si è messa a pregare. Va giù bene sto Ale. Gaaaz. Mandano un po’ troppo Golf in tele per i miei gusti. André The Giant intanto qui di fianco sta mangiando l’impossibile e credo che abbia la SARS o la peste suina. O una o l’altra, ma una delle due di sicuro, così, a stima.

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3 Responses to “Kentucky”

  1. jupiter Says:

    ottimo! fried chicken and bourbon: quando sorseggi il primo bourbon wooford reserve pensa al glenlivet che ci accompagnava nella visita notturna a zabriskie point…

  2. floating Says:

    Eh, ma questo è il grande stile trash che tanto ho amato. Ti fa bene questo viaggio: ti auguro di viverlo intensamente, sempre. Anche quando pensi di romperti i coglioni, ricordati che è comunque fantastico!
    Sei un one man show multimediale, sei come Bob Dylan con armonica e ghitarra nel ’65, tu, col tuo portatile e la tua penna-Fender, “somewhere in middle America” come in Omaha dei Counting Crows, che ha tanto significato per noi.
    Have a safe trip e tienimi aggiornato.
    Ti seguo.

  3. texo Says:

    Alla grande. Comunque ho con me una bella selezione di musica che mi accompagnerà nel migliore dei modi. Il fatto curioso é che il trip vero e proprio non é forse ancora cominciato. Prima di partire sapevo già che sarei stato una notte a Cincinnati e due notti a Lexington. L’avventura comincerà domani mattina. Infatti non ho ancora deciso che direzione prendere. Figata! E’ bello quando non si sa ancora quale strada percorrere.

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