Glendronach Single Cask

Posted in Panorama, Whisky on febbraio 11th, 2013 by texo

Ma arriva la neve oggi? La sto aspettando, ma é troppo soleggiato. Fa freddo, questo si, ma il cielo é vergognosamente azzurro. La neve qua si é già sciolta quasi tutta ma adesso ne voglio ancora un po’. Tutto é pronto per l’arrivo delle intemperie. Ho fatto scorta di legna, il camino scalda a pieno regime e sono pronto per stappare una bottiglia speciale, un Glendronach distillato nel 1993, maturato in botte di sherry per 19 anni e imbottigliato da me stesso medesimo in persona l’estate scorsa (23/7/2012) presso l’omonima distilleria di Forgue by Huntly, Aberdeenshire, Speyside. Cask 91 / 1616, 59.2 % vol./alc.

Glendronach

Nel 2010 ci fu un mio primo tentativo di visita a questa distilleria pochi giorni prima di natale, fallito perché mi ritrovai investito da una violenta e improvvisa tempesta di neve che mi costrinse a raggiungere più velocemente possibile Aberdeen, per evitare di ritrovarmi intrappolato da qualche parte su nello Speyside. Mi ricordo che prima di passare accanto alla Glendronach Distillery feci un testacoda completo, eseguito alla perfezione con l’automobile che si fermò diligente sul ciglio della strada. In quel momento decisi che non potevo tardare e saltai la visita alla distilleria.

L’anno scorso, invece, viaggiavo in tutta tranquillità, attraversando lo Speyside in tutte le direzioni possibili. Avevo la mappa delle distillerie davanti a me e sceglievo le destinazioni in base ai magnifici nomi dei produttori di whisky che leggevo. AlanUna tappa da Glendronach fu dunque obbligatoria, anche per porre rimedio alla visita cui rinunciai qualche anno prima. Dopo aver scattato qualche foto e preso una panoramica della distilleria, ripartii da Glendronach con 3 miniatures di 15, 18 e 21 anni una strepitosa bottiglia da una single cask, da me imbottigliata e ufficialmente consegnatami dal distillery manager Alan McConnachie.

Sul sito del whisky reseller Royal Mile Whiskies c’é una sezione dedicata ai distillati maturati in botti di sherry che porta un nome eloquente, Sherry Monsters. Ora mi prendo la responsabilità di dichiarare che questo Glendronach Single Cask del 1993 é probabilmente il più impressionante whisky di questi sherry-monsters che io abbia mai assaggiato. Pazzesco su tutti i versanti. Il colore é veramente bruno scuro, come quello dei fiumi scozzesi ai quali la torba ha regalato una tinta unica e spettacolare. Al naso percepisco un potente odore di frutta cotta, bacche di bosco, resina di pino, pepe nero.

Glendronach-1993L’assaggio invece mi stordisce quasi. Raramente ho avuto un impatto dolce così forte. Mi é sembrato per un attimo di assaggiare uno straight bourbon dell’Antique Collection di Buffalo Trace come il Gorge T. Stagg, il Thomas H. Handy o il Larue Weller, tutti mostri da 60% in su. Un dolce, profondo, mieloso ed esplosivo assaggio.

Nonostante io sia un grande sostenitore della bevuta liscia senza compromessi, anche in presenza di volumi alcolici estremi, devo riconoscere che in questo caso un’aggiunta d’acqua non solo alleggerisce la bevuta ma rende ancora più gradevole l’esperienza dolce. L’amabilità di questo cask strength ci guadagna tantissimo. È spettacolare!

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Strathisla Distillery

Posted in Fotografia, Panorama, Whisky on gennaio 23rd, 2013 by texo

È la più vecchia distilleria in attività di tutta la Scozia. Bella, elegante, appollaiata nel centro di Keith nel Banffshire, nord-est dello Speyside. In un attimo si arriva al mare, andando verso Banff o verso Fochabers. A sud invece si raggiunge la capitale mondiale del whisky, Dufftown. Tutt’intorno sembra la contea di Bilbo e Frodo Baggins.

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Convalmore

Posted in Fotografia, Panorama, Whisky on gennaio 18th, 2013 by texo
Sometimes Good Weather Follows Bad People

Sometimes Good Weather Follows Bad People

Sto ascoltando la musica tutta rotta e incollata dei Califone. Non un disco nuovo ma la spettacolare ristampa in vinile di Sometimes Good Weather Follows Bad People. Intanto sto preparando quest’altra panoramica scozzese scattata tra le mura vecchie della Convalmore Distillery a Dufftown. Chiusa all’inizio degli anni ottanta e ora in stato di semiabbandono é abbastanza lurida e incrostata, proprio come piace a me. Mentre guardo questa panoramica ho l’esclusivo piacere di gustarmi un bicchiere di Convalmore distillato nel 1975 e imbottigliato nel 2008.

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Gordon & MacPhail

Posted in Fotografia, Panorama, Whisky on ottobre 5th, 2012 by texo

Una delle migliori giornate scozzesi l’ho trascorsa quest’estate girando attorno a Elgin, in ogni possibile direzione, a caccia di panoramiche, ispirato dallo Speyside, dalle distillerie, dal whisky. In serata ho concluso il mio pellegrinaggio in un tempio del whisky scozzese: Il retail shop di Gordon and MacPhail in South Street a Elgin, un santuario, un luogo in cui mi sento a casa, la celebrazione totale di una delle mie passioni. Lascio parlare la panoramica che ho potuto scattare grazie alla gentilezza e disponibilità dei proprietari.

Non sono uscito a mani vuote, comunque. E’ tornata a casa con me una splendida bottiglia di Convalmore, distillata nel 1975 e imbottigliata nel 2008, 33 anni, dunque, per questo whisky realizzato in una distilleria che interruppe la produzione nel 1985 e che ho visitato e fotografato durante le mie scorribande nello Speyside.

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Abandoned Service Station, Adrian, TX

Posted in Panorama, Viaggio on febbraio 21st, 2012 by texo

Comincia a fare scuro mentre filo con l’auto in direzione di Tucumcari in New Mexico. Continuo a percercorrere ostinatamente la vecchia 66 nonostante l’interstate 40 corra molto più veloce poco distante. Devo riuscire a fotografare qualche altro bel rudere prima che faccia buio. Si sta inoltre avvicinando un temporale maestoso mentre percorro le ultime miglia di Texas.
Attraversando la cittadina di Adrian mi fermo ad ispezionare una stazione di servizio abbandonata che non é sfuggita al mio radar. Scendendo dall’auto prendo il cavalletto perché sono sicuro che qualcosa scatterò. La luce non mi convince ma scatto comunque con il cavalletto piazzato a due passi dalla strada.


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Senza farci troppo caso, noto con la coda dell’occhio un pick-up che arriva alla mia sinistra e mi supera.
Intanto finisco di scattare. Piego e raccolgo le gambe del trepiede, copro l’obiettivo della Fuji con il suo tappo d’emergenza, un cappuccio giallo appartenuto ad una bomboletta d’insetticida Bayer che calza alla perfezione sul parasole del 10.5 mm.

Quando mi rivolgo alla strada mi accorgo che il pick-up di prima ha fatto inversione a U, é tornato indietro e mi si é fermato di fianco.

“What are you doing?” mi chiede il vecchio sceso dal pickup.

Nella mia testa mi dico, forse addirittura in inglese “No, not again…” Ma quante volte qui in USA mi é capitato di dover rendere conto delle mie azioni a degli sconosciuti, sempre in the middle of nowhere, tra l’altro. Non a New York, davanti all’ingresso di una casa o a San Francisco, mentre forografo un giardino privato. No, sempre davanti a qualche rudere diroccato negli angoli più remoti e isolati del Nord America.

Mi rassegno e cerco di rispondere gentilmente a questo piccolo interrogatorio. “I was taking some pictures, sir.” Il vecchio mi scruta con la faccia seria e scocciata: “Why?” mi chiede.

Me la sentivo arrivare questa.  In circostanze normali perderei volentieri del tempo per rispondere a questa domanda che in effetti meriterebbe una vera risposta ma che in questo caso resta solo una domanda idiota.

“Because I like this building.” rispondo.

“That’s my property”

Ah! ecco che arriva puntuale la frase magica che tante volte mi sono sentito dire qui in USA, spesso accompagnata da qualche “I’m gonna ask you to leave” o altri inviti simili. Al rallentatore me la dice però, per sottolineare il disappunto.

“Sorry,  I didn’t know. Anyway I wasn’t even trespassing and there are no signs.”

Il vecchio ritorna al suo pick-up senza più dire niente, io mi incammino verso la mia macchina. Incidente diplomatico chiuso. Riparto a ovest cercando di capire i meccanismi mentali della gente. Mi immagino questo vecchio seduto nel suo pick-up, appostato tutta la giornata a pochi passi da questa stazione di servizio in rovina chissà da quanti anni. Fermo in attesa che qualche turista passando accanto alla sua service station finalmente la noti e si fermi.

Bingo!

Finalmente la sua giornata acquista un senso. C’é infine un motivo per fare qualcosa, una ragione per rivendicare il suo diritto di proprietà ed esercitarlo nei confronti di qualche sconosciuto. O forse è solo il pretesto per poter finalmente parlare con qualcuno, per ritornare un momento tra gli esseri viventi.

 

 

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Cattedrali del Midwest

Posted in Panorama, Viaggio on gennaio 8th, 2012 by texo

I silos granari rappresentano assieme alle torri idriche gli edifici più alti e riconoscibili delle campagne piatte del Midwest.

Bill Bryson, in America Perduta, li definisce efficacemente “cathedrals of the Middle West, the ships of the prairie seas” ovvero le cattedrali del Midwest, le navi delle praterie.



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Abandoned Flea Market, Falcon, Missouri

Posted in Panorama, Viaggio on dicembre 30th, 2011 by texo

Le strade di campagna più isolate e dimenticate nascondono quasi sempre i miei tesori. Durante un rilassatissimo pomeriggio dominato da una calura afosa mortale, lasciandomi guidare dal caso attraverso le campagne del sud Missouri, mi sono imbattuto in questo edificio abbandonato, probabilmente un mercatino di campagna. Io quando vedo ruggine e vernice scrostata vado in brodo di giuggiole! E’ il mio elemento naturale e il mio ideale estetico.


 

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Lucille’s Gas Station, Hydro, Oklahoma

Posted in Panorama, Viaggio on dicembre 27th, 2011 by texo

Un’altra stazione di servizio cui si fa menzione nel Registro Nazionale dei luoghi storici la si incontra poco prima di arrivare a Hydro. Fu costruita nel 1929 da Carl Ditmore. Nel 1941 Lucille and Carl Hamons divennero i nuovi proprietari. Lucille gestì la stazione di servizio per 59 anni fino alla sua morte nel 2000. Provine Service Station é il suo nome ma é più conosciuta con il nome di Lucille’s.


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Soulsby Service Station, Mt. Olive, Illinois

Posted in Panorama on dicembre 19th, 2011 by texo

Una delle prime storiche stazioni di servizio  che ho incontrato percorrendo la Route 66 lungo la tratta tra Springfield e St.Louis.

Nel 1926, intuendo che una nuova Strada Nazionale sarebbe stata costruita di li a poco attraverso la cittadina di Mount Olive,  Henry Soulsby, figlio di immigranti irlandesi, progettò e costruì la stazione di servizio che fu poi gestita dai figli Russell e Ola Soulsby fino al 1996. Dal 2004 fa parte del Registro Nazionale dei luoghi storici.



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McLean, TX

Posted in Panorama, Viaggio on dicembre 12th, 2011 by texo

Direi che è finalmente giunto il momento di cominciare a pubblicare alcune delle panoramiche scattate l’estate passata durante il mio ultimo viaggio attraverso gli Stati Uniti d’America.

La panoramica che pubblico oggi racconta di un mio tipico pomeriggio esplorativo a caccia di edifici dismessi e diroccati lungo la Strada Madre. Mi trovo a McLean, Texas settentrionale, su in cima, nel “panhandle”, quella porzione squadrata di Texas che si infila tra Oklahoma e New Mexico. La 66 scorre dritta attraverso un paesaggio piatto fatto di praterie. Di tanto in tanto si attraversano queste cittadine post-atomiche dall’aspetto quasi disabitato prive di attività e vita, apparentemente. A McLean, come dicevo, passo veloce accanto ad una vecchia pompa di benzina oramai abbandonata chissà da quanti anni. Non ho più neanche bisogno di vederla e comprenderla, tanto sono abituato. Mi basta che entri nel campo visivo e anche se non ci ho fatto caso, il mio cervello la registra e me la notifica. Mi fermo, faccio inversione di marcia e mentre torno indietro già penso a dove potrò parcheggiare in modo che la mia auto resti completamente fuori vista alla panoramica che probabilmente scatterò. Una procedura oramai diventata automatica. Parcheggio dietro un piccolo magazzino, prendo macchina e cavalletto e mi dirigo verso il rudere. Mano a mano che mi avvicino si conferma l’impressione quasi subcosciente che avevo avuto passandogli accanto in automobile la prima volta. Sembra magnifico. Il caldo é opprimente, l’aria immobile. Ho già la maglietta appiccicata al petto e sto sudando. C’é un silenzio quasi cinematografico, come quello dei film western, quando lo straniero entra nella cittadina apparentemente disabitata, percorrendo la via principale, quella in cui si svolgono i duelli all’ultimo sangue.

Sono davanti all’edificio. faccio un giro a 360 gradi con lo sguardo. Vedo la strada che arriva e che riparte, tutta deserta. Arrivo sotto la tettoia che probabilmente un tempo ospitava le pompe di benzina. Manca la porta d’ingresso. Mi avvicino e getto uno sguardo all’interno.

Un forte rumore rompe il silenzio. Mi blocco un istante mentre da una fessura che dalla facciata esterna porta al sottotetto interno si gettano in volo all’esterno una decina di piccioni ai quali ho probabilmente disturbato l’ora della siesta. Mi infilo all’interno di questo locale, scorgo un soffitto ribassato parzialmente sfondato e un caos di detriti in ogni angolo. Una gioia per gli occhi. Non potevo desiderare niente di più fotogenico in questo pomeriggio d’estate nel cuore dell’America. Una tazza del cesso é stata trascinata fuori dal bagno e sta li, quasi bella di fianco a una vecchia poltrona sgualcita. Calcinacci e farraglia ovunque, autoradio scassate, barattoli vuoti e roba arrugginita, vetri rotti e merda di piccione ovunque. Piazzo il trepiede, metto in bolla la testa panoramica e comicio a leggere le esposizioni con la Fuji S3 Pro.

la scoperta di questo rudere mi ripaga tutta la giornata.


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