Petaluma

Oggi mi sono svegliato sotto l’inconfondibile nebbia del Pacifico. Tutto sembra sospeso. I gabbiani fanno già un gran fracasso. Vado a dare un’occhiata all’oceano. Potrebbe sbucare fuori dalla nebbia in ogni momento la Perla Nera di Jack Sparrow con il suo equipaggio fantasma.

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Adesso sto pacificamente gustandomi una Sierra Nevada Pale Ale a Santa Cruz. Mentre da noi per i turisti fanno girare per le vie del centro una macchinina elettrica camuffata da trenino con i vagoni attaccati carichi di germanici, qua a Santa Cruz fanno qualcosa di analogo solo che in strada ci sono i binari e il treno é un vero Southern Pacific con motrice e otto vagoni per una lunghezza complessiva di un centinaio di metri. Lo dico sempre, qua in USA fanno tutto in grande. Ieri al ristorante a Monterey c’era una lista d’attesa di circa 20 minuti. I camerieri, attrezzatissimi, forniscono i clienti di un pager che vibra e suona quando il tavolo é disponibile. Tu, intanto, puoi girare tranquillamente per negozi fino a che non é il tuo turno.

Bene signori, Questo pomeriggio ho lasciato santa Cruz, il suo lunapark e il suo molo d’asfalto detentore del record del mondo di lunghezza. Era mia intenzione recarmi a nord di Frisco per passare l’ultima notte fuori città. Avevo pensato a Bodega Bay, dove sono già stato peraltro. Cercando di raggiungere la mia destinazione passo attraverso una cittadina dal nome curioso. Petaluma. Mentre attraverso downtown rimango colpito dalla bellezza degli edifici e dalla vitalità del centro ma io devo andare a Bodega e allora tiro dritto. Mi lascio Petaluma alle spalle e ritorno in aperta campagna. Davanti a me, in lontananza, vedo le nuvole che salgono veloci dal Pacifico e Bodega si trova proprio la, probabilmente già avvolta dalla nebbia mentre alle mie spalle vedo ancora in lontananza la soleggiata e calda Petaluma. Allora mi dico, ma vaffanculo Puttana Bay io questa sera torno a Petaluma.

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Porca troia che ennesima intuizione. Petaluma é fantastica! Una piccola cittadina tutta piena di bei negozi e ristoranti da tutte le parti. Bei ristoranti, intendo, mica merda. Lungo una via del centro, inoltre, c’é un mercato agricolo e stanno vendendo della verdura magnifica. Ad ogni angolo  di strada  ci sono gruppetti che suonano. Chi Jazz, chi Funk e chi Folk Music. Ma dove sono capitato? Ho trovato posto al Best Western dove mi hanno consigliato di fare sosta da Dempsey’s, una birreria in centro nella quale mi trovo orora. Sto bevendo la loro Strong Ale che senza esagerare é uno degli Ale più buoni che io abbia mai assaggiato in tutta la mia vita focomelica.

Sto mangiando un’eccellente insalata verde su un letto di barbabietole con noci e pezzetti di Roquefort. Percepisco anche del coriandolo. Dire solo che é buono é veramente mancare di rispetto. Favoloso, direi. Il pane, fatto con la farina bigia, é buono e ha la crosta dura! Io lo farei così a casa. Signori, Roquefort e barbabietole… Spero che non ci abbiano pensato per primi gli americani. Adesso l’entrée. Salmone su un letto di zucchine grigliate alla perfezione. No, cazzo, sono senza parole. Con un cappello di cipolla lessa tagliata a striscioline che col salmone sembra nata per starci assieme. Poi qua e la qualche pomodorino cherry e qualche chicco di mais cotto e grigliato per dare un tocco dolce alle zucchine. Si vede che é un piatto costruito da qualcuno preoccupato dal gusto, qualcuno che conosce i sapori e dosa gli ingredienti per ottenere armonia. Veramente il risotto all’arancia del Principe Leopoldo qualche mese fa stava nella categoria “mensa dei poveri” a confronto. Questa é veramente tutta la differenza che passa tra l’esserci e il farci, tra apparenza e sostanza. In più ripeto che la birra é spettacolare. Siamo semplicemente in una Brewery. Signori marcatevi questo nome: Petaluma. Il cameriere assomiglia a Steve Martin.

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La California sa vivere, non ci son cazzi che tengano. Che scelta azzeccata oggi. Mi immagino tutto infreddolito a Bodega Bay a mangiare filetto di Halibut sfigato accompagnato da un po’ di riso insipido con tutto il peso della responsabilità lasciato al vino californiano. Che sforzo!

Ok, é deciso. Chiamerò mia figlia Petaluma, di primo nome. Petaluma Strong Ale!

E come se non bastasse, la procace Denise, al parcheggio, mi chiede se non posso dare a lei e a suo fratello un passaggio a casa perché lui é too drunk to drive e io, preso oramai dall’entusiasmo per questa cittadina dico ma perché no? Come on, I’m not from here but if you show me the way I’ll take you home.

Avrei tirato su chiunque, anche se avesse avuto l’aspetto di Charles Manson.

The Woodsongs Old Time Radio Hour

The Woodsongs Old Time Radio Hour

Intanto per chiudere questo post vi dico che é disponibile il video del concerto di Neko Case al quale ho assistito il 22 luglio.

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3 Responses to “Petaluma”

  1. bigfish Says:

    cavoli che descrizioni… come esserci…

  2. floating Says:

    La California è piena di gemme.
    Dall’arsura alla nebbia, nal nulla alle vigne, dalla strong ale al cabernet.
    Caaazz, che stato!

  3. Spy Says:

    azz mi e venuta fame 😀

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