Cielo Vaniglia

Un po’ trip hop, un po’ di etere sospeso e respirato, spirali che girano, incenso e metallo, fabbriche abbandonate, Londra, piovosa, acqua, bagnato ovunque, un giro lungo il Tamigi, nebbia fittissima e ricordi lontanissimi di uno spicchio d’inverno trascorso a London, girovagando per la city, con le Doc Martens ai piedi, comperate a Camden Town. Doc Martens bellissime, color cuoio vecchissimo e suola bouncing. Fish and Chips notturni, girando come un’onda che sbatte da un pub all’altro, Inghilterra, coltissima, visite ai musei, Power Station, Animals dei Pink, poi a East Finchley, con le case a mattonelle rosse tutte simili, passando davanti a quella di Rick Wright, genio, a casa dei parenti del mio amico Matt, con lo zio comunista che odiava la regina, casa stracolma di relatives, si beve anche il tè delle 5 poi delle uscite in bianco e nero nelle campagne intorno ad Oxford, la sera party a casa di amici danarosi, ragazze in tiro, paillettes e abiti luccicanti, vodka-orange, auto guidata a destra, Trafalgar Square a Natale e tutta la città illuminata e sempre grigia sempre con musica. Risotto alla milanese da me cucinato per tutti gli amici inglesi, innaffiato di buon Chianti e gli Oasis ancora giovani che cantano Maybe … Poi Heathrow e partenza per New York

Bark Psychosis /// codename: dustsucker —->  MAMMAMIA CHE SPETTACOLO !!!

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2 Responses to “Cielo Vaniglia”

  1. Anonimo Says:

    Grande trip-hop-fog-drunk-beat-brit-post

    L’Inghilterra va comunque ribadita, di tanto in tanto: hai fatto bene!
    Non dimentichiamocela.

  2. floating Says:

    …eeee…sto log-in 🙂
    ero io

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