The Last Supper

Ok, la mattina di quest’ ultima giornata piena qui a San Fran comincia con l’ acquisto di un paio di nuove bottiglie di whiskey americano. High West, un blended rye whiskey di Park City, UT di cui si parla tanto bene anche se qualche titubanza mi ha sempre un po’ frenato dal momento che la gran parte del blended che loro producono viene da un’ altra distilleria.
Poi una micro-bottiglia (si, ancora più piccola del Manhattan Baby Bourbon) di Kings County Distillery, Brooklyn, NY.
Intanto ho appena terminato un gratificante Mushroom Swiss Burger, il primo burger che mangio da quando sono artivato in USA, incredibile.

Ora sono le sette e mezza e sto in un pub con una Sierra e mi sento fottutamente bene. Mi mancheranno questi momenti, cristo. Sto guardando Bull Riding sullo schermo di questo fantastico bar. Potrei trascorrere così il resto della mia vita, dico ora, mentre mando giù la seconda Sierra. Poi stasera avrò sicuramente bisogno di una degna steak house per decretare la fine del mio trip in modo solenne. Intanto “Californication” dei Red Hot in sottofondo. Appropriata direi. Chiude bene. Ora steely Dan, io sono un po’ rotondo e non potrebbe andare meglio “back, Jack, do it again” canta Donald Fagen e io mando giù una gratificante sorsata di Sierra pensando alla steak.

I tori sono animali mostruosi, fanno veramente una fottuta paura, sono enormi, mille chili di muscoli e incazzatura.

Dunque questa sera avrei voluto terminare con una bella steak. Mi sono cercato un posto in California st. Dopo la punuale camminata interminabile, e dopo aver appurato che una bistecca da 22 oz. costava 57 $, sono andato a cercarmi un altro posto. Ecchecazzo, è una steicaus, perdindirindina, non una stella Michelin. Mi sono ritrovato a girovagare al calare delle tenebre alla ricerca spasmodica di un posto in cui mangiare. Ho finalmente messo piede in un ristorante tailandese. Vediamo. Voglio solo ricordare che oggi ho camminato senza sosta per quasi 6 ore. E quando dico senza sosta non scherzo. Intendo dire che non mi sono mai fermato, se non per scattare una foto o filmare qualcosa.

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Puttana, ma quanto è stata soddisfaciente questa cena tailandese? Non potevo desiderare di meglio. Una zuppa caldissima e deliziosa che mi ha riscaldato bene il ventre e poi un altro piatto dal nome impossibile da ricordare ma a base di mare, con gamberi, conchigliame, pesce e verdurame assai speziato. Tutto servito su uno di quei piatti, tipo ghisa, appoggiati su un vassoio di legno, che mantengono la temperatura per ore o addirittura settimane. Così si fa, diamine, se si serve una pietanza calda tutto deve essere finalizzato alla consumazione di un piatto caldo da parte del cliente.
Anche se non ha nulla a che vedere con la cucina tailandese ho terminato la cena con un bicchiere di cabernet sauvignon che adesso sta chiudendo alla perfezione qui tra Sutter e Jones.

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3 Responses to “The Last Supper”

  1. jupiter Says:

    Vedo che l’asianfoodimmersion prosegue con soddisfazione e SF lo permette…
    Texos se riesci prima della partenza potrebbe essere interessante una visita a uno di questi whiskybar:
    http://www.thrillist.com/drink/san-francisco/the-9-best-whiskey-bars-in-sf

  2. cRaB Says:

    …probabilmente incontri Feighen il Piotto avvolto nei cartoni, tra Van Ness e Geary. Riportlo a casa!

  3. Anonimo Says:

    Con un sacco di ritardo, ma sono già … A casa!!! Grazie crab! Texo, ottimo pezzo !

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