Vegas

Sono uscito alle 8:30 questa mattina qui a Vegas. Uno vestito da Darth Vader, tutto in nero, mantello nero, casco nero compreso, sta sotto il sole a fare la sua comparsa in cerca di soldi. Intanto mi sono già consumato i piedi a furia di fare su e giù per la strip. La calura è già molto intensa. Mi sono appena infilato in un pub e mi sto sludrando una necessaria pinta di Sam. Vegas è una città del cazzo. Buona solo per bere, dormire e qualche altra cosa. Globalmente è la città che incanta gli sprovveduti con la promessa del guadagno e del divertimento ma lascia sul campo un sacco di disperati. Mamma mia se è venuta severa questa frase un po’ esagerata. Ci si diverte anche. In questo pub le cameriere ti sbattono le tette in faccia per esempio. Comunque ci sono un sacco di barboni che dormono per strada e gente fuori che parla da sola con abiti macilenti.

Bello avere qualche soldo qua a Vegas. Si dorme da dio a prezzi top. Penso ancora alla stanza di merda di Springerville, AZ e mi girano un po’.

Qui al Park MGM c’è tutto un padiglione di Eataly tutto dedicato alla gastronomia italiana. Fantastico devo dire. Ci sono un sacco di prodotti italiani, dai vini ai dolci, formaggi, salumi e specialità regionali. C’è pure uno stand dove uno fa la mozzarella dal vivo, un afro-american però, il che fa un po’ ridere. Comunque notevole colpo pubblicitario per la gastronomia italiana.

Piccola considerazione random: qui in USA la spesa media per un pieno di benzina ammonta al momento a 25 CHF! E qui si parla di rincaro!

Una sacco di super obesi girano per questa città, facendo dentro e fuori dai casinos. Circolano con le loro sedie a motore, perennemente seduti, tra un cheeseburger e una fetta di pizza, con enormi bicchieri di coca cola, intenti a perdere cifre ingenti assieme ai loro sogni di salute. Alcuni non hanno proprio voglia di camminare. Potrebbero e uscirebbero da questa spirale infernale.

Gli interni del Bellagio, del Cesar Palace, del Venetian scimmiottano una strana idea di lusso che gli americani si immaginano possa essere italiana ma non hanno veramente idea. Tutto pacchiano, volgare e finto.

Sono passato a dare un’occhiata al leggendario Circus Circus. Un po’ marginalizzato rispetto ai grandi casinos nel cuore della strip. Ha anche l’aria un po’ dimessa, con la moquette sgualcita e metà delle slots inoccupate. Negli altri casinos si fa a gara con le proposte più mirabolanti e straordinarie, qui al Circus c’è il tiro a segno e una tipa che cammina su una ruota. Però la sua aria isolata, il suo ingresso illuminato, gli danno un po’ quell’aria da Titty Twister in mezzo al deserto in stile tarantin-rodrighesco.