Indio

Sono le 8 di sera e sono moderatamente stanco. Sono seduto in un bel ristorante messicano a Indio, il Pueblo Viejo Grill. Un bel ristorante, non una di quelle tavole calde con le sedie spaiate. Delle riproduzioni di Frida Kahlo sono appese alle pareti qui di fianco. Due schermi trasmettono sport. Entrambi sintonizzati su Real Madrid – AC Milan in diretta da Pasadena. Il resto dello sport non fotte qua dentro, solo buon vecchio calcio. I messicani ti fanno sentire un po’ a casa, a modo loro! Sto bevendo la seconda Pacifico, una bionda leggerissima, fatta apposta per questo caldo. Uscito dal ristorante sono passato a prendere qualcosa al supermercato qua vicino. Una figata, un supermercato piuttosto messicano con peperoncini ovunque e un sacco di frutta e verdura fantastiche. Ho anche preso del magnifico beef jerky / copertone d’automobile alla messicana.

Questa mattina attraversavo il sonoran desert con i suoi saguari e chollas. Poi questo pomeriggio ho fatto una breve discesa verso Calexico, per vedere la frontera con il filo spinato e frontalieri.

Una nota di merito devo assolutamente darla all’app di WordPress per cellulare. Ma quanta differenza fa poter scrivere in scioltezza come sto facendo ora direttamente da cellulare? Non è stato sempre così. Mi ricordo anni fa, mentre cercavo di raggiungere il nord della Scozia, annotando tutto quello che potevo del magnifico viaggio che stavo facendo. Ero praticamente arrivato a John o’ Groats, proprio di fronte alle Orcadi, mi ero appena imbarcato sul traghetto che mi avrebbe portato a Kirkwall e stavo completando le ultime frasi del resoconto che aveva preso corpo negli ultimi tre giorni. Poi puff, ho toccato qualcosa che non avrei dovuto toccare e in un istante tutto svanito nel nulla senza più possibilità di recupero. Eppure per giorni avevo continuato a salvare il mio lavoro. Ora ero li imbambolato con uno schermo vuoto e tutti i miei pensieri di tre o quattro giorni svaniti. Una merda.