Abandoned Flea Market, Falcon, Missouri

Posted in Panorama, Viaggio on dicembre 30th, 2011 by texo

Le strade di campagna più isolate e dimenticate nascondono quasi sempre i miei tesori. Durante un rilassatissimo pomeriggio dominato da una calura afosa mortale, lasciandomi guidare dal caso attraverso le campagne del sud Missouri, mi sono imbattuto in questo edificio abbandonato, probabilmente un mercatino di campagna. Io quando vedo ruggine e vernice scrostata vado in brodo di giuggiole! E’ il mio elemento naturale e il mio ideale estetico.


 

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Lucille’s Gas Station, Hydro, Oklahoma

Posted in Panorama, Viaggio on dicembre 27th, 2011 by texo

Un’altra stazione di servizio cui si fa menzione nel Registro Nazionale dei luoghi storici la si incontra poco prima di arrivare a Hydro. Fu costruita nel 1929 da Carl Ditmore. Nel 1941 Lucille and Carl Hamons divennero i nuovi proprietari. Lucille gestì la stazione di servizio per 59 anni fino alla sua morte nel 2000. Provine Service Station é il suo nome ma é più conosciuta con il nome di Lucille’s.


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Soulsby Service Station, Mt. Olive, Illinois

Posted in Panorama on dicembre 19th, 2011 by texo

Una delle prime storiche stazioni di servizio  che ho incontrato percorrendo la Route 66 lungo la tratta tra Springfield e St.Louis.

Nel 1926, intuendo che una nuova Strada Nazionale sarebbe stata costruita di li a poco attraverso la cittadina di Mount Olive,  Henry Soulsby, figlio di immigranti irlandesi, progettò e costruì la stazione di servizio che fu poi gestita dai figli Russell e Ola Soulsby fino al 1996. Dal 2004 fa parte del Registro Nazionale dei luoghi storici.



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McLean, TX

Posted in Panorama, Viaggio on dicembre 12th, 2011 by texo

Direi che è finalmente giunto il momento di cominciare a pubblicare alcune delle panoramiche scattate l’estate passata durante il mio ultimo viaggio attraverso gli Stati Uniti d’America.

La panoramica che pubblico oggi racconta di un mio tipico pomeriggio esplorativo a caccia di edifici dismessi e diroccati lungo la Strada Madre. Mi trovo a McLean, Texas settentrionale, su in cima, nel “panhandle”, quella porzione squadrata di Texas che si infila tra Oklahoma e New Mexico. La 66 scorre dritta attraverso un paesaggio piatto fatto di praterie. Di tanto in tanto si attraversano queste cittadine post-atomiche dall’aspetto quasi disabitato prive di attività e vita, apparentemente. A McLean, come dicevo, passo veloce accanto ad una vecchia pompa di benzina oramai abbandonata chissà da quanti anni. Non ho più neanche bisogno di vederla e comprenderla, tanto sono abituato. Mi basta che entri nel campo visivo e anche se non ci ho fatto caso, il mio cervello la registra e me la notifica. Mi fermo, faccio inversione di marcia e mentre torno indietro già penso a dove potrò parcheggiare in modo che la mia auto resti completamente fuori vista alla panoramica che probabilmente scatterò. Una procedura oramai diventata automatica. Parcheggio dietro un piccolo magazzino, prendo macchina e cavalletto e mi dirigo verso il rudere. Mano a mano che mi avvicino si conferma l’impressione quasi subcosciente che avevo avuto passandogli accanto in automobile la prima volta. Sembra magnifico. Il caldo é opprimente, l’aria immobile. Ho già la maglietta appiccicata al petto e sto sudando. C’é un silenzio quasi cinematografico, come quello dei film western, quando lo straniero entra nella cittadina apparentemente disabitata, percorrendo la via principale, quella in cui si svolgono i duelli all’ultimo sangue.

Sono davanti all’edificio. faccio un giro a 360 gradi con lo sguardo. Vedo la strada che arriva e che riparte, tutta deserta. Arrivo sotto la tettoia che probabilmente un tempo ospitava le pompe di benzina. Manca la porta d’ingresso. Mi avvicino e getto uno sguardo all’interno.

Un forte rumore rompe il silenzio. Mi blocco un istante mentre da una fessura che dalla facciata esterna porta al sottotetto interno si gettano in volo all’esterno una decina di piccioni ai quali ho probabilmente disturbato l’ora della siesta. Mi infilo all’interno di questo locale, scorgo un soffitto ribassato parzialmente sfondato e un caos di detriti in ogni angolo. Una gioia per gli occhi. Non potevo desiderare niente di più fotogenico in questo pomeriggio d’estate nel cuore dell’America. Una tazza del cesso é stata trascinata fuori dal bagno e sta li, quasi bella di fianco a una vecchia poltrona sgualcita. Calcinacci e farraglia ovunque, autoradio scassate, barattoli vuoti e roba arrugginita, vetri rotti e merda di piccione ovunque. Piazzo il trepiede, metto in bolla la testa panoramica e comicio a leggere le esposizioni con la Fuji S3 Pro.

la scoperta di questo rudere mi ripaga tutta la giornata.


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Daxofono

Posted in Musica on dicembre 7th, 2011 by texo

Oggi sono partito in direzione di una nuova galassia a bordo della “daxonave” pilotata da Hans Reichel. Un viaggio fantastico in un mondo popolato da strane creature sonore un po’ buffe e un po’ grottesche.

Qualche settimana fa un mio contatto facebook  che non conosco e che ho acquisito unicamente attraverso atri amici, pubblicava la foto di un curioso strumento musicale, il daxophone (daxofono). A guardarlo non era possibile capire nè in che modo lo si suonasse nè tantomeno quale suono avrebbe potuto produrre. Descrivendolo  é un piccolo pezzo di legno montato su un trepiede al quale vengono affrancate delle “lingue” di legno intagliato di forme diverse.

Facendo una breve ricerca su internet scopro il magnifico mondo di Hans Reichel, morto recentemente, musicista sperimentale (chitarrista, violinista) inventore per l’appunto del daxophone e ideatore delle lamelle di legno che già da sole valgono come oggetti d’arte. Sono bellissime, di tutte le forme, intagliate in legni di ogni colore e struttura.

Credo di essere stato travolto da una nuova investigazione musicale. Non ne sono certo ma potrebbe veramente essere che il mio futuro prossimo sia totalmente condito da una macedonia di musica sperimentale fatta di suoni inconsueti e obliqui. So che a volte mi accadono queste cose. Vengo velocemente travolto da ondate di stimoli sonori che poi mi accompagnano per mesi. Hanno l’esclusiva sui miei ascolti per parecchio tempo e poi restano per sempre. Magnifico, no? Come Lower Lurum – A Guitar and Daxophone Operetta, disco che da diversi giorni mi sta accompagnando in una strana foresta popolata di bizzarre creature musicali.

Intanto seguo questo ascolto con buon pane e buon salame. Inoltre qualche boccone di fish jerky russo sposa alla perfezione con l’ottima Birra Speciale Rossa Artigianale dei Mastri Birrai Umbri.

Una nota la merita anche il sito web di Hans Reichel www.daxo.de, un vero e proprio trip mentale accompagnato dagli strani suoni organici del daxofono. Fateci un giro!

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