Route 66 – Illinois, Missouri

Oggi un bel tappone e già sono arrivato sulla 66. Incredibile! Ho anche cambiato fuso orario e sono entrato in uno sconfinato cielo azzurro questa mattina, poco prima di mezzogiorno quando sono entrato in Indiana. Tutto piattissimo e solo mais ovunque. Adesso sono a Springfield, state capitol dell’Illinois, tutta bella ordinata con un tentativo tutto americano di renderla un po’ monumentale. Il Campidoglio svetta infatti elegante su tutte le costruzioni. Questa é pur sempre una città storica. Domani comincia la discesa lungo la strada madre alla ricerca della “rüdera”. Non vedo l’ora di fotografare un po’ di rovine, case abbandonate e pompe di benzina fatiscenti.

Qui alla Brickhouse Grill & Pub nell’historic district di Springfield, la città di Burt Simpson, sto bevendo la seconda Sierra Nevada, alla tele mandano le immagini di uno sport per coglioni, come solo in USA sanno fare. Si chiama “skyball” e sembra un po’ la pallacanestro ma invece dei canestri ci sono tre bersagli appesi al tabellone che bisogna colpire con una palla più piccola.

Eh ma che bello! Sabato prossimo UFC a gogo! Wanderlei Silva contro Chris Leben, Ortiz contro Bader e Faber contro Cruz. Intanto é arrivato in tavola un bel piatto. Veri broccoli e cavolfiore con un bel filetto di tonno. Magnifico!

Oggi sto dedicando la giornata alla perlustrazione approfondita della Route 66 tra Springfield e St. Louis. Sto percorrendo un reticolo di strade deserte ritagliate attraverso i campi di mais vastissimi che ricoprono tutta la terra disponibile. In alcune tratte la 66 è addirittura pavimentata a mattonelle di terra-cotta rossa. Adesso sto aspettando un paio di slices di pizza seduto in un ristorantino nella piazza principale di Carlinville.

Benissimo, gincane sospese, mi sono rifugiato in un pub qui a downtown St. Louis in Missouri, dove sono giunto questo pomeriggio percorrendo esclusivamente lentissimi tratti di 66 degli anni ’30 e ’40. Questa città é enorme e trafficatissima percui non é stato un avvicinamento molto rilassante. Poi dopo aver depositato tutto il mio merdame all’Holiday Inn, con il cavalletto in spalla sono andato ad ammirare il Gateway Arch che svetta accanto alle rive del Mississippi.

Una costruzione in metallo sottile ed elegante ma anche maestosa e imponente al tempo stesso, come imponente e pacifico scorre questo enorme fiume che ancora sta trascinando a sud un sacco di detriti. Deve essere successo qualcosa nelle settimane passate perché la strada bassa che costeggia il fiume é tutta allagata e l’accesso é transennato.

Questa é la merda che mi sono mangiato questa mattina in auto. All’inizio sembravano buonissimi, col caffé, poi avevo voglia di ficcarmi due dita in gola e vomitare. I Twinkies sono ripieni di una crema come quella che trovi nei moretti di cioccolato da noi e sono ingestibili in auto mentre guidi. Hanno il potere misterioso di rendere in un istante tutto appiccicosissimo. Le Donettes, d’altro canto, ricoprono ogni superfice visibile di zucchero a velo finissimo; vestiti, volante, tappetini, cruscotto e poltrone.

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6 Responses to “Route 66 – Illinois, Missouri”

  1. Raffo Says:

    Gli States ti ispirano. I tuoi testi li mando giù come birra gelata in un torrido pomeriggio estivo. Quanto ti invidio ora in questa uggiosa e noiosa giornata a Zurigo. Con l’attuale cambio CHF/USD è ancora meglio! Divertiti – Ciao Raf

  2. texo Says:

    Hai ragione Raf e per farmi ispirare ancora di più mi sono portato appresso America Perduta di Bryson.

  3. cRaB Says:

    Volendo ci puoi anche entrare nell’arco di San Luigi. Credo ci sia un ascensore che ti porti in cima. Ma va bene per famiglie e giappos.
    Sembra tutto molto gano rosso sangue, il paesaggio del mais.
    Anche molto Crop Sircols.

    In ogni caso sarebbe bello se potessi incontrare un serial killer con la faccia da pagliaccio e i piedi monchi che ti dà la caccia in mezzo al mais.

    Have safe trip!

  4. Children of the Corn Says:

    crab s’è bevuto il cervello
    comunque sarebbe veramente bello se tu potessi incontrarlo

  5. jupiter Says:

    oi texos, volevo segnalarti che il Gateway Arch della città dei “Blues”, l’ha progettato il mio omonimo;-)

  6. texo Says:

    Azz, é veero 🙂 Hai un omonimo veramente grande architetto, e probabilmente ce ne saranno altri…
    Qua sotto tu Jupiter avresti scattato 3000 foto da tutte le posizioni possibili… 🙂

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