Domenica pomeriggio, coperto.

Posted in Assaggi, Whisky on gennaio 31st, 2011 by texo

“Let me go, let me go” cantano le Chapin Sisters, ospiti assieme ai Punch Brothers della puntata numero 605 del programma radiofonico The Woodsong Old Time Radio Hour, trasmesso in podcast da Lexington, Kentucky.

Fuori il cielo é coperto e devo assolutamente fare legna se voglio sopravvivere fino a marzo. Gli ultimi pezzi di legno ben tagliato scaldano casa mentre ascolto la band di Chris Thile esibirsi in un bluegrass colto e complesso. Ho appena finito di pranzare. Degli ottimi fuselli di pollo al forno con un paio di patate, pranzo basic, il piacere delle cose semplici.

Surely Chris is gonna win a grammy. He’s got to. I don’t have any doubt” declama Michael Johnathon alla fine dell’esibizione dei Puch Brothers e non potrei essere più d’accordo. Poi annuncia la canzone Rye Whiskey e mentre Chris Thile comincia a smanettare il suo mandolino io credo che questa domenica sia giunta l’ora di stappare una buona bottiglia di whisky. Un sorsetto di Thomas H. Handy, giusto per rispettare il titolo della canzone dei Punch Brothers ma poi passo al Wasmund’s, un inconsueto single malt americano di Sperryville, Virginia.

Ho letto commenti interessanti su questo single malt da qualche parte ma non mi ricordo quasi niente se non che utilizza un metodo di insaporimento del whisky con il fumo di legno di melo e di ciliegio.

Annusandolo nello sniffer ho subito una forte percezione di legno, intensa come quella che si ha annusando un buon bourbon ma qui in effetti il legno é diverso, più aromatico, é come essere nell’atelier di un artigiano falegname. L’odore é giovane ma c’é una curiosa combinazione di wood smoke, piacevole, articolata, un po di plastilina e tantissima cera d’api, ecco cos’é, un penetrante odore di cera d’api che mi fa ricordare le candele artigianali. Assolutamente si! Profumo di natale, regali scartati e famiglia al completo intorno alla tavola con la tovaglia bianca, di pizzo ricamata e mia nonna che senza parlare  sorride a tutti.

Primo sorso e la prima sensazione é che non si tratti di un single malt ma di qualcosa d’altro. Buono ma altro. Viene spontaneo il paragone con lo Stranahan’s, un altro single malt americano del  Colorado con un gusto riconducibile alla galassia del bourbon però. In questo caso siamo invece da qualche altra parte. 48 % di alcohol, ben articolato, non troppo complesso. Un whisky che la Copper Fox Distillery produce con orzo maltato in casa e non filtrato a freddo.

Comincio a sentirlo. Devo fare un po’ d’attenzione o rischio di tagliarmi un braccio con la motosega più tardi.

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Petteri Incendiartila

Posted in Whisky on gennaio 22nd, 2011 by texo

Sto pisciando un po’ fuori dalla tazza del cesso e dalla ceramica si alza vaporoso un po’ di tanfo all’asparago, testimonianza fisiologica della cena terminata un paio di ore fa all’ Hotel Faido. Io, Jana, Eero e Marc abbiamo appena terminato di celebrare i 40 anni di Pat qui a Piotta, in una notte gelida (10 gradi sotto zero di sicuro) sotto un cielo stellato spettacolare con Jana che si é portato a spasso per il parcheggio del Motel Gottardo Sud una scoreggia di almeno 15 secondi. Abbiamo brindato con l’ ottimo Talisker dell’isola di Skye e gli ottimi sigari che Pagus ci ha portato da Cuba qualche settimana fa. Il prato sul quale camminiamo é completamente ricoperto di ghiaccio e tira questo vento gelido che arriva giù dalle gole ghiacciate del Gottardo. Pat vede la cintura di Orione e cerchiamo di capire se i Deja Vu che ogni tanto viviamo appartengono alle nostre vite oppure sono sollecitazioni misteriose di vite altrui. Sono le due del mattino e credo sia giunta l’ora di andare a dormire, oggi.

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Rosenwinkel

Posted in Musica on gennaio 17th, 2011 by texo

Stranissimo concerto venerdì sera al Centro Esposizioni Lugano. In coda alla rassegna Palco ai Giovani si esibiva il giovane chitarrista jazz Kurt Rosenwinkel. Bellissimo concerto funestato però da una location indecorosa all’interno di un capannone rumorosissimo, percorso da centinaia di teenagers più interessati all’hip hop e al death metal che alle complesse melodie e gli intricati assoli del chitarrista di Philadelphia, residente a Berlino.

E’ stato difficile restare concentrati durante il concerto, cercando di isolare la musica dal baccano di sottofondo. Era lo stesso fastidio che mi procurano le persone che mangiano al cinema, mentre tu sei tutto concentrato e immerso nella visione, cercando di vivere pienamente l’esperienza multimediale e qualche stronzo comincia a ruminare, a masticare cibo alle tue spalle, praticamente nelle tue orecchie, bovinamente.

Stessa cosa venerdì. Peccato. Un’occasione persa. Tutto piuttosto imbarazzante.

A metà concerto Rosenwinkel si rivolge al pubblico dicendo “Però, un posto curioso questo, non avevo mai suonato in un posto così. I like it” che era un modo educato per dire “Ma dove cazzo mi fate suonare?

E’ curioso pensare che solo una settimana fa Kurt Rosenwinkel si esibiva al Village Vanguard di New York, prima di fare tappa alla fiera del bestiame di Lugano

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Attento! Potrebbe distruggerti.

Posted in Musica on gennaio 10th, 2011 by texo

Una discesa vertiginosa, drammatica, come risucchiato da un buco nero, in bilico sull’orizzonte degli eventi mentre sto pilotando la terra dalla mia camera, come su un ponte di comando, al rallentatore, verso il baratro.

Ho aperto il coperchio del mio grammofono Revox e ci ho appoggiato sopra Communal Blood, ultima fatica in vinile trasparente da 7 pollici della band post-rock strumentale texana This Will Destroy You.

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Birra da ris e legna

Posted in Valcolla on gennaio 2nd, 2011 by texo

Questo é in assoluto il primo post outdoor da me pubblicato. Mi trovo in mezzo al bosco e sto facendo legna. Ho appena terminato una battaglia di circa un’ ora con una pianta che dopo essere stata tagliata si era appoggiata ad un albero. Ora l’ho finalmente abbattuta e fra un po’ la trascineró a casa. Prima peró una piccola pausa a base di Birra da Ris di Terreni alla Maggia e pensieri positivi.

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