Post autunnale

Non faccio che leggere sia su Whisky Magazine che su Malt Advocate dei pregi di giovani distillerie che pur facendosi conoscere al mondo con whisky estremamente giovani si sono meritate grandi elogi. So che in alcuni post precedenti mi ero mostrato abbastanza critico nei confronti di quei produttori che si arrendono di fronte alla prospettiva di una lunga attesa e mettono sul mercato whisky molto giovane. Forse a questo punto e bene precisare che ci sono alcuni whisky che maturano in condizioni tali che anche imbottigliando a 3 anni si ottiene un ottimo prodotto e dunque in questa nebbiosa domenica autunnale ho deciso di gustarmi di nuovo la Autumn Release 2009 di Kilchoman. Un giovanissimo peated whisky dell’Islay maturato solo 3 anni. Dopo aver mangiato un’ottima pasta ai frutti di mare questo whisky mi sollecita prepotentemente i ricordi di Scozia. Un mese fa circa Jim McEwan, nell’ottimo servizio trasmesso dalla televisione della Svizzera Italiana (sorvolate l’imbarazzante introduzione di Fabio Dozio) parlando dello Scotch Whisky diceva che la Scozia senza il whisky morirebbe. Il whisky é il sangue che scorre nelle vene della Scozia.

Caro Jim, io mentre sorseggio Kilchoman, la sento tutta questa Scozia. Kilchoman produce inoltre seguendo un preciso progetto che la lega più profondamente al territorio dell’Islay, utilizzando l’orzo dell’isola, mantenendo il processo della maltatura in casa, cercando di produrre un whisky al 100% ebrideo (si dice?) come fa Bruichladdich daltronde.

mp3: Brina Reverb

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