Into The Wild

Questa sera mi sono offerto una delle sensazioni più intense della mia vita. Sono appena tornato da Nordkapp dove tirava un vento micidiale.

Mi sto preparando la cena col mio oramai già leggendario Omni-fuel Primus. Ho già montato la tenda e davanti a me ho lo spettacolo degli ultimi lembi  d’Europa che si gettano nel mare di Barents. Sono le 23:30 e il sole, che non é mai calato, sta rotolando a est scivolando sull’orizzonte sempre a circa 10° d’altezza. In questo momento non mi riesce di pensare a un modo più armonioso di concepire la mia presenza qui. Oggi percepisco la natura come mai mi era capitato prima. Mi faccio quasi paura. Non voglio andare a dormire, sono in adorazione davanti alla meraviglia che mi offre questo pianeta. E’ l’una meno un quarto e l’acqua é color oro qua sotto.

Foto scattata alle 00:57

Prima, mentre ancora dovevo raggiungere Nordkapp, avevo già addocchiato questo posto dall’auto in corsa e avevo cercato di fotografarlo per ritrovarlo al mio ritorno. Per un attimo mi aveva preso la tentazione di andare a cercare un campeggio per dormire in una cabin ma poi mi sono ravveduto e mi sono costretto a optare per la natura libera. Ho tutto con me, tenda, sacco a pelo, materassino autogonfiabile e addirittura sedia pieghevole con porta-birra incorporato.

Bene signori, ancora un paio di pano e poi vado a cercare di dormire qualche ora.

E’ passato un giorno e sono sceso un po’ più a sud. Il risveglio a Nordkapp non é stato però dei migliori, infatti la pioggia picchiava sulla mia tenda ma qualche soluzione di memoria militare mi ha reso il tutto più facile. Oggi ha piovuto tutto il giorno e la discesa a sud mi ha portato a Tromsø dove questa sera mi son preso  una bella stanza con vista sull’acqua, per verificare quanto é differente un buon materasso dal suolo pietroso di Capo Nord.

E’ veramente diverso!

Ho potuto constatare che i norvegesi sono idrorepellenti e vanno tutti in giro senzo ombrello ma la cosa strana é che non si bagnano i capelli.

Entrato in Norvegia ieri ho ricevuto un warning alla frontiera. Il doganiere mi ha detto che trasportavo troppa birra e che avrebbe potuto darmi non-mi-ricordo-quante-corone di multa.  “First time in Norway?” mi chiede “This time i give you a warning“. La prossima volta farò attenzione, gli rispondo. Mi hanno messo sottosopra tutta l’auto. E’ già la seconda volta che capita. Già alla dogana svedese arrivando dalla Danimarca mi avevano aperto tutti i bagagli e guardato in ogni cassetto dell’auto. Ma che cosa cercano? Neanche fossimo a Tijuana o Ciudad Juarez.

Certo che quassù a nord é parecchio più freddo rispetto a Stoccolma o alla Danimarca. Noi é come se vivessimo  in Africa, rispetto a Tromsø  e Hammerfest (nome mitico). Noi viviamo a Mogadishu o addis Abeba e  ci chiamiamo Goodluck  e Diallo Alpha. Siamo totalmente africani.


North Cape, The Globe monument

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10 Responses to “Into The Wild”

  1. Mich Says:

    Awesome!!!

  2. floating Says:

    Spettacolo!
    La tenda rossa…
    …Amundsen…
    anche se le due cose non sono correlate hanno in comune i poli.

    Che invidia: vorrei essere lì
    Cheers

  3. texo Says:

    Piccoli passi, floating. Piccoli passi, giusto per citare uno dei miei film preferiti. Ripeto che in fin dei conti si arriva quassù abbastanza in fretta. E’ pur sempre Europa. Sarebbe fantastico poter fare assieme una volta un viaggio simile.

  4. Lisa Says:

    Che posti fantastici!
    …ma il tuo ritmo biolgocio sta benino o sei divorato dall’insonnia come Al Pacino nell’omonimo film? Belle foto! Potresti farti una renna per amica ma diventa una scomoda relazione per un road trip come il tuo…hai mai visto il film “Wendy and Lucy”?

  5. texo Says:

    Complimenti per gli ottimi riferimenti cinematografici, Lisa. Per quanto riguarda Insomnia ci avevo in effetti pensato mentre salivo sempre più a nord ma ora che ci sono credo che nel film di Pacino ci sia qualcosa che non quadra. Io che pure non faccio cose straordinarie durante il giorno, arrivo a sera sempre stanco e potrebbero pure puntarmi un faro da stadio in faccia che riuscirei ad addormentarmi in 15 secondi circa. Percui o Pacino nel film non faceva niente e arrivava sera che era fresco come una rosa percui faticava ad addormentarsi oppure si son presi una licenza cinematografica. Wendy and Lucy l’ho visto e in effetti penso che ci vorrebbe un animale come compagno di viaggio. Una renna per trainare tutte le mie cose non ci starebbe male…

  6. jupiter Says:

    we are africans! stupendi i paesaggi del nord! puro contatto con la natura (nuda e kruda) e le sue bellezze incontaminate! pensa un po’ che d’inverno il sole rotola poco sull’orizzonte per tuffarsi subito nell’oscuro mare del nord!!! raccontaci delle tue esperienze gastronomiche… roastbeef di renna e carpaccio di halibut? adesso avrei proprio voglia di un cartoccio di gamberetti appena pescati con birra gelida!!!

  7. Mich Says:

    dal film Into the wild
    “Vivere soltanto vivere, in quel momento in quel luogo. Senza mappe, senza orologio senza niente. Montagne innevate, fiumi, cieli stellati. Solo io e la natura selvaggia.” … potrebbero essere parole tue…

  8. texo Says:

    In effetti Jupiter, d’estate il sole persistente é una gran bella cosa ma la vita quassù d’inverno potrebbe essere difficile e renderti un miserabile. Per quanto riguarda il cibo non ho ancora fatto quelle mangiate stratosferiche di mare che ci si potrebbe giustamente aspettare. Il fatto é che essendomi equipaggiato per il campeggio con tanto di cibo e apparato cucinatorio, e fermandomi spesso nelle Hytte munite di cucina tendo a prepararmi da solo quello che mi sono portato assieme. Nei prossimi giorni conto però di colmare questa lacuna facendo indigestione di ogni prelibatezza che il mare offre. Ieri a Tromso ero tentato da una bistecca di balena, ma poi ho optato per un buon baccalà.

  9. texo Says:

    Eh eh, Mich, in effetti l’altro ieri quando ero a Nordkapp seduto davanti alla mia tenda con lo sguardo perso a nord non facevo altro che pensare al povero Mccandless, alla sua idea dello smarrirsi nella natura per viverla veramente, ma anche a come io avrei potuto camminera una mezzoretta fino alla mia macchina per mettere su un CD dei Tool e ascoltarmi “Hooker with a penis”, giusto per distruggere un po’ il quadretto idilliaco della situazione che vivevo.

  10. jupiter Says:

    da domenica ti seguirò dalla malaysia su google earth: viaggio interplanetario multimediale… che concetto;-)

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