Rss Feed
Tweeter button
Facebook button
Technorati button
Reddit button
Myspace button
Linkedin button
Webonews button
Delicious button
Digg button

Kilchoman Autumn 2009 Release

Posted in Musica, Whisky on febbraio 19th, 2010 by texo

Questa mattina sono partito da casa sotto una magnifica nevicata. Oggi avevo proprio bisogno di ascoltare del buon vecchio Southern Rock e così ho affidato la colonna sonora della discesa ai fratelli Allman e alla loro Allman Brothers Band. “Lord I Was Born A Ramblin Man” canta Dickey Betts mentre accompagno una autostoppista veramente FIGA fino alla stazione dei treni. Direi che la giornata é  ampiamente ripagata.

Ma adesso mentre scrivo devo assolutamente riascoltare la magnifica voce di uno stonissimo Gregg Allman in questa clamorosa testimonianza video. Incredibile! Con gli occhi semi chiusi  e un po’ barcollante offre, nonostante qualche errore, una versione acustica spettacolare di Come And Go Blues. Primi anni ottanta. Questa performance nacque per caso probabilmente. Gli altri membri della band si presero una pausa di qualche minuto, giusto per fumarsi una sigaretta ma qualcuno indugiò su Gregg che si lanciò ispiratissimo in questa versione alla chitarra (non é il suo strumento, lui é tastierista).

Ma tornando alle vibrazioni positive. Già ieri sera tutto mi appariva decisamente migliore nel momento in cui estraevo dalla sua scatola la più recente espressione della produzione di whisky dell’Isle of Islay: la Autumn 2009 Release, OB 46 % di Kilchoman. Evviva! Finalmente! Lo sto aspettando da qualche anno questo giovane whisky. Una delle più giovani distillerie di Scozia, Kilchoman cresce il proprio orzo ed esegue la maltatura su pavimento presso i propri stabilimenti. In passato la piccola distilleria aveva offerto un’ interessante miniatura  del proprio new spirit, in pratica la loro materia prima appena distillata e messa a riposare in botti di Bourbon per circa un mese, quindi imbottigliata a pieno grado. Ora é passato qualche anno e finalmente la distilleria é nella condizione di poter commercializzare il proprio whisky che ha da poco superato la soglia dei 3 anni di invecchiamento. Si tratta molto probabilmente di bottiglie che con gli anni lasceranno spazio a delle espressioni più mature di 10 o 12 anni ma se per Kilchoman é finalmente giunto il momento di raccogliere i primi frutti del proprio investimento, per gli appassionati della torba si presenta una nuova opportunità per assaggiare un peated whisky nato nel luogo che più di ogni altro ha prodotto questa particolare caratteristica aromatica.

mp3: Peat

Audio clip: Adobe Flash Player (version 9 or above) is required to play this audio clip. Download the latest version here. You also need to have JavaScript enabled in your browser.

Tags: , ,

L’alberocasa e il mio Ikran

Posted in Senza categoria on febbraio 17th, 2010 by floating

Empatia.

Rispetto.

Consapevolezza di te e di ogni creatura.

Come vorrei essere un Na’vi.

Tags:

Octomore

Posted in Musica, Whisky on febbraio 12th, 2010 by texo

Ho appena finito di cenare e nonostante tutto fosse estremamente buono e dosato con coscienza c’é un senso di pesantezza che solo un buon whisky può contrastare. Questa volta la mia scelta consiste in un assaggio assai speciale. Uno di quei whisky che tiri fuori dalla bacheca quando vuoi fare assaggiare agli ospiti qualcosa che senza dubbio non hanno mai assaggiato.

Octomore 02.1 edition aged 5 years,  62.5  % alc./vol. 140 ppm, prodotto da Bruichladdich. Qui la scheda in PDF. Il whisky più torbato al mondo. Un poema terroso, una nuvola di fumo avviluppante che al primo sorso ti lascia un momento in sospeso, una virgola che ti blocca e ti sorprende. Lo trattieni un momento sulla lingua e ti ripeti nella testa “ma é davvero torbatissimo…” Poi cerchi di pensare ad un Ardbeg Supernova o ad un Port Charlotte per capire quanto più potente é il distillato che stai assaggiando. Non puoi che concludere che stai assaggiando un liquido assolutamente speciale, molto più potente di ogni altro torbato ma assolutamente godibile e facile da bere, al contrario di altri whisky torbati che pur non offrendo una concentrazione di fenoli così esagerata risultano poco bilanciati e  dunque meno gradevoli. Nonostante questo primo impatto in cui il fumo é predominante,  uno scivolo dolce ti prende in consegna dopo lo shock iniziale e ti accompagna verso un finale lungo, sicuro e sorprendentemente maturo per un whisky così giovane. Anche solo lo “sniffer” vuoto emana un odore penetrante di carbone di torba. E’ l’odore che c’é nell’aria a Port Ellen o a Port Charlotte, sull’ Islay. E’ l’essenza di questa fantastica isola, rinchiusa in questa bottiglia nera.

mp3: Obsidian

Audio clip: Adobe Flash Player (version 9 or above) is required to play this audio clip. Download the latest version here. You also need to have JavaScript enabled in your browser.

Tags: , , ,

Guano Padano

Posted in Musica on febbraio 9th, 2010 by texo

E’ passata un’altra settimana e sono di nuovo al Circolo Magnolia, di fianco all’idroscalo di Milano, mi sto gustando un’ottima Kilkenny alla spina e ho voglia  di scrivere un poema lunghissimo questa sera. Siamo in pochissimi per il momento. In sottofondo musica bellissima shoo bap, shoo bap mentre sono seduto nel settore un po’ lounge di questo posto, direi. Stanno proiettando un poliziesco italiano degli anni settanta con Yanez De Gomera, che non mi ricordo come cazzo si chiama.

Questo pomeriggio Randy Couture ha demolito il buon Mark Coleman nello scontro tra veterani “Hall of Famers” dell’ Ultimate Fighting Championship, al Mandalay Bay Events Center di Las Vegas. Tutto é avvenuto ieri sera ma grazie all’altruismo degli internauti i combattimenti erano disponibili in rete già un paio di ore dopo l’evento.

Qui invece stesso buttafuori rumeno dell’altra volta che tra le altre cose raccontava settimana scorsa di essersi mangiato 24 galline per cena.

Ho scoperto che perdo forfora dalla barba, quella sul mento e mentre faccio questa scoperta i Guani stanno mangiando qui al tavolo di fianco.

Oggi mi sono sentito di fare qualche esercizio di recupero nel simpatico giardinetto della mia memoria. Ho tolto un po’ di erbacce e ho rimesso in bella vista delle piante che tenevo nascoste da un po’. Cosa ci può essere di più bello di un pomeriggio passato nel deserto a girovagare tra i resti di antiche presenze umane, nel silenzio e nella solitudine? Per me ci sono poche altre cose che valgono tanto. Stare li alla ricerca di segni, di cose, rotte possibilmente. Indizi di una presenza umana terminata. Cazzo! Ma quanto mi piace la ruggine. Adoro tutte le cose scassate. Spesso una cosa comincia ad interessarmi quando smette di funzionare.

Ma che palle il calcio. Ora non c’é più il poliziesco ma Fiorentina e Roma che rompono le palle. Sono le 21 e 32 e qua niente lascia intravvedere una decente platea da concerto, anzi adesso mi torna in mente una domenica sera di 11 anni fa a Jacksonville in Florida con gli Inasense (oggi Soulfarm). Ci trovammo in un locale dimenticato da tutti, in periferia, con tre spettatori di numero. Una serata indimenticabile.

Porcattroia fa abbastanza freddo qui dentro e i Guani non hanno nessuna intenzione di cominciare. Cominciate cazzo! Ma in fondo chi se ne fotte… Non esiste più il tempo e io sono in giro a zonzo un po’ come quando ero in USA. Adesso mi sorge però il dubbio! E se avessero già suonato. Magari stanno solo cenando e poi vanno fuori dai coglioni. Fra un po’ me ne torno a casa, azz.

Guano Pagano

L’attesa é stata finalmente ripagata:

Qui sotto non si tratta della serata al Magnolia ma il pezzo é perfetto per chiarire in quale territorio musicale ci portano i Guano Padano. Si passa dal rock desertico alla Calexico, alle atmosfere sospese di chitarre eteree che mi ricordano la timbrica di Bill Frisell, lap steel lunghissime e pedal steel riverberate alla Friends of Dean Martinez. Ovviamente Morricone é dietro l’angolo.

Tags: , ,

I giorni della merda

Posted in Fotografia on febbraio 2nd, 2010 by texo

E’ oramai qualche giorno che trovo merda sparsa un po’ ovunque di fronte a casa mia. Qualche cane deve aver scelto il mio uscio per liberarsi regolarmente del peso insostenibile.

Inoltre ci sono pezzi di pomodoro tra la E e la R della tastiera del mio computer. Oggi un’ottima pasta al teflon. Questa tastiera fa veramente schifo. I tasti sono unti, sporchi. Ci é cascata dentro ogni sorta di sporcizia. E’ diventata un ricettacolo batterico, una coltura di nuovi organismi, anche finora sconosciuti. C’é una vita insospettata che scorre, che vibra sotto la tastiera. Mi ricordo che tempo fa vidi una formica passeggiare dentro il monitor di un mio collega, ma proprio dentro, tra la lampada LCD e lo schermo protettivo: attraversava in diagonale tutto il desktop facendo lo slalom tra icone, files e collegamenti. Allo sbaraglio!

mp3: Little Planets

Audio clip: Adobe Flash Player (version 9 or above) is required to play this audio clip. Download the latest version here. You also need to have JavaScript enabled in your browser.

Microcosmo (un po’ facile questa introduzione alle mie prove di little planets)

Tags: