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Le strade di San Francisco

Posted in Panorama on novembre 27th, 2009 by texo

Ci sono alcune città nelle quali mi piace passeggiare per ore alla ricerca di scorci interessanti da fotografare o anche per il semplice gusto di camminare. San Francisco é una di queste città. In passato ho battuto i miei record personali di ore trascorse a camminare senza una meta precisa. Oggi 2 panoramiche scattate durante una mia passeggiata nei pressi di Telegraph Hill. I colori sono spesso tenui, pastellati e se trovo degli angoli deserti come questi, beh, allora sono dentro un quadro di Edward Hopper.

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Pacific Ocean

Posted in Panorama on novembre 25th, 2009 by texo

Alcuni dei più bei tramonti li ho vissuti lungo la Highway 1, che costeggia l’oceano Pacifico in California. Si tratta di una delle più belle strade costiere al mondo. L’ ho percorsa dall’alto verso il basso, dal basso verso l’alto, in estate, in autunno, in inverno, da solo e in compagnia, insomma, nei miei ricordi c’é una versione della California State Route 1 (questo é il suo vero nome) in ogni situazione. Questa panoramica é stata scattata poco a sud di Carmel, prima di arrivare a Monterey, prima che calasse il sole. Stavo ascoltando “Tamalpais High (At About 3)” di David Crosby, poi ho fermato l’auto e sono sceso ad uno dei tanti punti panoramici che questa strada offre.

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Buffalo Trace Distillery, Warehouse C

Posted in Panorama on novembre 24th, 2009 by texo

Da oggi, anzi proprio ORA, ho l’intenzione di cominciare a pubblicare, di tanto in tanto, una panoramica scelta scattata durante il mio ultimo viaggio americano, ma non solo.

Buffalo Trace Distillery, Frankfurt, Kentucky, USA

Questa panoramica é importante per me. Era la seconda volta che entravo in una distilleria con l’intenzione di scattare delle fotografie panoramiche. La prima volta fu sull’ Islay, presso Ardbeg e Bruichladdich. Fu fantastico avere l’opportunità di fotografare gli alambicchi. Si tratta in effetti di una delle immagini più caratteristiche e rappresentative che un appassionato di whisky possa immaginarsi di catturare col suo obbiettivo all’interno di una distilleria. Non l’unica però: l’altra immagine che racchiude tutta l’essenza dell’arte di fare whisky é quella dei magazzini di invecchiamento, tra le botti che riposano. E’ stato presso la distilleria Buffalo Trace a Frankfurt in Kentucky che ho avuto la possibilità di scattare finalmente questa panoramica. I magazzini per l’invecchiamento sono ovviamente chiusi al pubblico e in genere, durante le visite guidate alla distilleria, ne viene aperto uno, si entra tutti assieme, la guida ci racconta un po’ di aneddoti e poi tutti assieme si esce. Non é la situazione ideale per una fotografia panoramica che richiedeva inoltre lunghi tempi di esposizione a causa della scarsa illuminazione. Chiedo dunque alla guida se sia possibile scattare una fotografia panoramica stando da solo all’interno del magazzino. Mi risponde che l’avrei potuta scattare, ma alla fine del tour e mi avrebbe accompagnato lui.

Finalmente al termine del nostro giro guidato ricordo alla guida che vorrei fotografare l’interno del magazzino. Freddie, questo é il suo nome, mi dice “allright, come with me”. Mi porta al magazzino, apre un lucchetto che chiude la porta d’ingresso e mi dice “accomodati, prendi tutto il tempo che ti occorre”.

Mentre scatto questa panoramica mi trovo dunque da solo all’interno del magazzino C, il più antico della distilleria, datato 1885. Dai piani intermedi di questo magazzino arrivano i migliori whisky di Buffalo Trace. Botti a 360° e un magnifico odore di legno antico. Mi godo per un momento questo istante e poi comincio a scattare. 6 secondi di esposizione per ogni scatto.

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Transumanza

Posted in Valcolla, Whisky on novembre 20th, 2009 by texo

Domenica scorsa ho aiutato gli amici Luca e Flavia nella transumanza delle loro mucche scozzesi da Tesserete a Comano, attraversando il bellissimo bosco di San Clemente. Dopo una prima tratta sulla strada cantonale partendo da Cagiallo e attraversando Tesserete, ci siamo infilati nel bosco subito dopo Vaglio. Un bosco incantevole e ancora tutto decorato dai colori dell’autunno. Trovo veramente fantastico che ancora si faccia la transumanza e che si possa, alle porte di Lugano, avere il privilegio di assistere ad un “rito” così antico. Insomma, ho trascorso un’altra giornata dal sapore tolkieniano e sono tornato a casa stanco dopo una giornata di vero lavoro.

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Infine ieri sera ho celebrato con una certa solennità l’arrivo di una bottiglia di whisky assai speciale, Port Ellen 9th release 30 years old OB.

Port-Ellen-30yr-09

Già solo la confezione merita qualche parola: da un astuccio di cartoncino bianco immacolato ho sfilato questa scatola di cartone nero con un’elegantissima e sobria etichetta didascalica e la scritta “30 Years Old” laccata sullo sfondo nero del cartone. Sfilo il coperchio e sento soffiare un po’ d’aria all’interno, come con i soffietti per il fuoco. Mi sembra di profanare un sepolcro, mi sento come Howard Carter mentre entra nella camera interna della tomba di Tutankhamun e si trova davanti il sarcofago del faraone egizio. Apro dunque il “sarcofago”. Sollevo un cuscino interno di velluto rosso e scopro con emozione, protetta da una morbida fodera anch’essa di velluto rosso, la preziosa bottiglia di questo magnifico whisky.

Così anche Port Ellen ha ora ufficialmente il suo 30 anni. Che dire… 30 anni é una bella età, sono gli anni settanta per questo distillato, 1979 per la precisione. La distilleria chiuse nel 1983. Diageo, azienda multinazionale attiva nel campo delle bevande alcoliche ne é proprietaria e di anno in anno mette sul mercato dei Port Ellen che diventano sempre più rari e sempre più cari. Questo é diventato negli anni un sicuro “cult whisky” da non lasciarsi scappare. E’ la centoventunesima di 5916 bottiglie di Port Ellen del 1979 prodotte quest’anno e sebbene il mercato negli ultimi anni abbia visto l’uscita di diversi Port Ellen da parte di molti imbottigliatori indipendenti, qui ci troviamo alle prese con una bottiglia ufficiale rilasciata dai proprietari della distilleria alla bellezza di 57.7 parti di alcohol per volume totale.

Port EllenPort Ellen distillery

Un paio di antiche vedute della distilleria di Port Ellen

Non ho ancora avuto la giusta occasione per aprire questa bottiglia e gustare questo favoloso distillato torbato. Io sono solito provare ogni bottiglia non appena arriva a casa mia, anche solo per una porzione di centilitro. Devo assaggiare il nuovo whisky e dargli il benvenuto qui tra le montagne ma in questo caso, come in altre rare occasioni, specialmente se si tratta di una bottiglia veramente speciale, mi prendo un po’ di tempo e faccio maturare pure l’attesa dell’assaggio, oppure attendo di essere in compagnia di amici consapevoli con cui condividere questo piacere. Ovviamente non é permesso bere un whisky di questo rango se non si é pienamente consapevoli di ciò che si sta bevendo. Sarebbe uno spreco immenso e una evidente mancanza di rispetto nei confronti di chi ha distillato questo whisky e che ora é probabilmente già morto e sepolto.

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Il pesce maiale

Posted in Delirio on novembre 16th, 2009 by texo

Pesce Maiale

Jana dice che quando ha l’alcohol dentro sta da dio. Facciamoci tre ottimi bianchi delle Marche. Ancora un minuto e il pesce maiale sarà pronto. Abbiamo infornato un branzino di 2.2 kg, col cazzo e con l’occhio inquietante.
“Dai Pat, serviti!”
Intanto Enrico sta ascoltando i Wilco a Firenze. Ma qua c’é pure un multiplo tuorlo da bere poi col whisky. Il pesce maiale intanto invecchia nel forno mentre le lesbiche cantano. Un po’ come i cani al forno. Il Darfour? Chiudi l’acqua. “Hai lavato le tue mani grondanti di merda prima di suonare il pianoforte di mia nonna del 1913?”
Domanda:
Risposta:
Dopo quattro uova crude si diventa come dei cavalli da corsa. Sbatti, sbatti che diventa come schiumina! Hai un frigo freddissimo, penso che mi si sia congelato l’uovo.

I Wilco mossi

Posted in Musica on novembre 12th, 2009 by texo

lap-steel

Arrivo in questo istante a Zurigo come se stessi andando a Los Angeles o Frisco. Ho creato un microclima perfetto nel mio cavallo di ferro e sto ascoltando una compilation riuscitissima di musica americana autentica. Infatti questa sera avrò l’onore e il piacere di assistere al concerto di una vera band americana: Wilco. Ho costeggiato il lago di Zurigo con le ultime luci della sera e sono arrivato alla Volkshaus senza alcun problema. Appena uscito dall’auto, Enrico (altro grande appassionato di Wilco) mi telefona per “controllare” che io sia veramente a Zurigo. Anche lui freme nell’attesa dei Wilco a Firenze. Ci promettiamo che non ci racconteremo nulla del mio concerto fino alla fine del suo. Intanto mi trovo in una “kebabberia” e una televisione alla mia sinistra sta trasmettendo una specie di MTV turca. I clienti che entrano salutano con dei magnifici “Asalaam ‘Alaykum”. Fra un istante apre la Volkshaus e allora io vado, non prima di aver pisciato e di essermi imboscato la macchina fotografica nelle mutande per farla entrare a teatro. Devo riuscire a fare qualche scatto.

Non ho nè la voglia nè la capacità di recensire il concerto, ma posso solo dire che mi ha veramente emozionato e la dimensione ridotta della sala mi ha permesso di stare veramente a contatto con la band e con la musica. E’ veramente un altro modo di vedere e sentire musica. In compenso le foto che ho scattato sono uno schifo. Tutte mosse. I Wilco sono delle nebbie, sempre tutti mossi. Nels Cline é una furia scatenata, una trottola impazzita che salta e si dimena come neanche un ventenne di una punk band, mentre di fianco a me un altro spettatore sta scattando alla grande con una macchina fotografica professionale. Che frustrazione!

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Tolkien, Orata Reale e Trishka

Posted in Musica, Whisky on novembre 7th, 2009 by texo

Oggi per un breve istante mi sono visto protagonista dell’epica tolkieniana quando in serata, con il camino acceso in camera e tutte le luci abbassate mi sono deciso a ridare un’occhiata al primo capitolo della fantastica trilogia di Peter Jackson. Già questo tardo pomeriggio ero sceso nel bosco a raccogliere un po’ di legna. Ci sono dei mucchi oramai stagionati di legna che ho tagliato l’anno scorso, tutti ricoperti di foglie morte che nelle ultime settimane hanno cominciato a cadere dai castagni. C’é un piccolo piano nel bosco sotto casa mia, un luogo in cui si radunano e riposano spesso i cervi. Uno dei miei rifugi prediletti. La nebbia, che avvolge ogni cosa già da questa mattina, rende l’atmosfera rarefatta e suggestiva, le ragnatele sono tutte imperlate d’acqua, il bosco é silenzioso. Si sente solo il fiume giù in fondo alla valle. Io cammino perlustrando il suolo come un animale selvatico i cerca di radici con tutti i sensi tirati, come per amplificare ogni minimo rumore, un ramo spezzato a terra da qualche parte nella nebbia a valle, un uccello che rovista tra le foglie. Sento lo stesso rumore delle foglie che cadono dagli alberi e sbattono sui rami più bassi. Tutto é veramente amplificato.

cime-nella-nebbia

Ma ritorniamo a questa sera. Partono le prime immagini del Signore degli Anelli, io mi avvicino alla mia finestra e la spalanco per dare un’occhiata di fuori. I banchi di nebbia stanno salendo abbastanza veloci, fra un po’ sarà buio, il fuoco del camino mi scalda la schiena ma un’aria fresca e umida entra dalla finestra. Sto cercando di infilare il mio sguardo nei limiti del bosco.

Una voce lenta e mezza sussurrata:

Il mondo é cambiato, lo sento nell’acqua, lo sento nella terra. Lo avverto nell’aria. Molto di ciò che era si é perduto, perché ora non vive nessuno che lo ricorda…

Per un momento, a sentire queste parole, mi corrono i brividi lungo la schiena. Da un momento all’altro potrebbero sbucare fuori dal bosco i Nazgul, i cavaglieri neri con il loro cavalli spettrali, e io sarei  dunque costretto a  scappare. Questo, come altri rari momenti qui nella mia valle, é un istante in cui tutto scompare e rimango solo io e il bosco. Me lo chiedo spesso, come sarebbe questa valle se tornassi indietro di 5000, 10000 anni. Se non ci fosse il conforto delle strade, delle luci, delle case. Mi immagino questa valle  tutta bosco e basta. Credo che sarei a mio agio comunque. Anzi sicuramente. Io avrei voglia in verità di andare caccia per necessità, di uccidere un altro animale e mangiarmelo, di vivere come una bestia. Mi sentirei a mio agio in una capanna fatta di legna e strame. Mi sentirei bene a girare nei boschi per ore al fine di conquistarmi la giornata.

nebbia

Adesso é trascorsa quasi una settimana, é sabato e il tempo sta cambiando. La nuvole si stanno addensando e da stasera comincerà a piovere probabilmente. Domani sarà dunque un’altra domenica che dedicherò alla rivisitazione tolkieniana. Intanto ho appena terminato una sontuosa orata reale cotta in crosta di sale al forno che mi ha gratificato tantissimo. tony trishka territoryAdesso sto ascoltando il notevole esercizio stilistico di Tony Trischka che con il suo banjo attraversa innumerevoli stili musicali con una sorprendente vena creativa. Sicuramente un grande innovatore dello strumento. Sto ascoltando con attenzione, quell’attenzione che questa musica si merita. La buona musica meriterebbe sempre di essere ascoltata con attenzione e concentrazione. Bisogna sedersi, spegnere le luci e ascoltare. Nient’altro. Magari un bicchiere di whisky, come sto facendo in questo momento: Old Pultney invecchiato 12 anni, dalla costa orientale del nord delle highlands scozzesi. Dalla cittadina di Wick, in riva al mare, questo whisky ne ha preso l’odore e il gusto. Impossibile non accorgersene. Sa proprio di sale di mare questo whisky e non avrei potuto scegliere di meglio per accompagnare l’orata.Old Pulteney12

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