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Made in Japan

Posted in Musica, Whisky on ottobre 29th, 2009 by texo

Oggi, forse un po’ ispirato dalla lettura di un breve post dedicato ad una bottiglia di Yamazaki Single Malt letto velocemente su un blog abbastanza anonimo, forse grazie all’atmosfera autunnale che offre una paletta di colori spettacolari, ho ritenuto opportuno soffermarmi un momento sulla produzione di whisky nipponico. Spesso quando ne parlo ad amici e conoscenti, la reazione più diffusa é quella della diffidenza. Si pensa che dal paese della plastica e dell’alta tecnologia non possa giungere un prodotto che qui in Europa vanta tradizioni centenarie, un distillato che richiede cura ed estrema pazienza per raggiungere la giusta maturazione. Forse é un po’ snobbata, forse piuttosto sconosciuta ma la produzione di whisky in Giappone, invece, offre al mondo dei distillati assolutamente fantastici. Si tratta pure di una grande produzione. Siamo infatti ben al di sopra dei numeri delle microdistillerie d’Europa (Scozia e Irlanda escluse, ovviamente). Signori, quando parliamo di Giappone parliamo del secondo produttore di single malt whisky al mondo!

Sorseggio di tanto in tanto un paio bottiglie di whisky giapponese entrambe pregevoli. Mi fa sempre molto piacere gustare buon whisky anche non scozzese.

Ero a Edinburgo un paio di anni fa, all’interno del magnifico Royal Mile Whiskies Shop, lungo la strada che sale fino al castello. Karuizawa-Vintage-6978-1992Mi fu proposto un assaggio di Karuizawa Vintage e rimasi veramente folgorato. Non avevo mai provato un whisky giapponese e non sapevo cosa aspettarmi. Temevo di sperimentare un sapore strano, curioso, diverso. Ma io non volevo provare niente di strano, volevo solo provare un buon whisky. Quell’assaggio mi traquillizzò e mi conquistò immediatamente. Si, era diverso, in effetti, ma era un whisky, senza compromessi. Non “abbassavo l’asticella” per poi cercare di trovare cosa c’era di buono in un prodotto mediocre. Niente di questo. Stavo assaporando un whisky maturo, complesso con una storia lunga che solo pochi paesi possono vantare. Ne più ne meno di un buon whisky scozzese.

Il Giappone, inoltre ha il fattore Isola dalla sua parte. L’aria di mare arricchisce diversi whisky giapponesi delle note salmastre e iodiche che si possono sperimentare assaggiando i whisky dell’Islay in Scozia, per esempio. Poi me li vedo i giapponesi, tutti precisi e meticolosi, totalmente fedeli alla loro tradizione che percorrono con precisione maniacale tutte le fasi della preparazione del whisky. Dalla loro indole non può che nascere un buon prodotto.

Malt Whisky Yearbook 2010Sul Malt Whisky Yearbook (l’edizione 2010 é disponibile da un paio di settimane. EVVIVA!) sono consultabili le schede di 10 distillerie, di cui una smantellata e una con produzione interrotta. Diverse distillerie contano una capacità produttiva nell’ordine dei milioni di litri di puro alcohol. Segnalo inoltre un’interessante  mappa delle distillerie giapponesi tratta dal fantastico blog interamente dedicato al whisky del sol levante Nonjatta. Adesso é giunto il momento di assaggiare un goccio di Hakushu Single Malt Whisky invecchiato 12 anni.  Il prossimo acquisto sarà quasi certamente un nuovo whisky giapponese. Ci sono infatti interessanti consigli da parte di Jim Murray. Ora che sto assaggiando il whisky nipponico mi manca solo una buona musica di sottofondo ma non ho proprio idea….

TNT TortoiseIndeciso tra  le “Mule Variations” di Tom Waits e i “Travels” di Pat Metheny ho optato per lo stupefacente TNT dei Tortoise, una intelligente combinazione di rock, minimalismo elettronico e jazz. Un viaggio decisamente ipnotico, una sorta di psichedelia intelligente, colta e consapevole. Ma questo disco é rimasto troppo tempo sui miei scaffali senza che lo degnassi di un ascolto! Mettiamo per un momento da parte i lamenti delle montagne dell’eastern Kentucky e lasciamoci trasportare dall’intelligenza compositiva del sestetto di Chicago.

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Castagne e Morphine

Posted in Musica on ottobre 19th, 2009 by texo

E’ domenica sera e sono seduto davanti la camino di casa mia. Tutte le luci sono spente e il fuoco illumina le pareti di arancione scuro. Ho trascorso il tardo pomerigggio nel bosco a raccogliere castagne.  Un rito antico che oggi avevo voglia di rivisitare. Sono ipnotizzato dalle fiamme mentre uno scudo caldo mi avvolge. Intanto bevo un Ripasso della Valpolicella con la voce bassa e calda di Mark Sandman che addolcisce l’atmosfera. Sto infatti ascoltando la fantastica compilation di inediti della band di Cambridge, Massachusetts. Dall’ uscita di Sandbox non credevo che avrei potuto ritrovarmi nella magnifica attesa di un nuovo lavoro  dei Morphine. L’attesa é finalmente terminata oggi con l’ascolto delle 35 tracce di musica inedita che compongono questa raccolta. Sono in un certo senso tranquillizzato dall’ascolto delle consuete atmosfere morbide e fumose della musica di Sandman anche se l’atmosfera é quella  inquieta alla quale i Morphine mi hanno abituato. Sono veramente rincresciuto per la morte prematura di Sandman nel 1999. Con “The Night”, ultimo vero lavoro, i Morphine ci avevano lasciato intravvedere un favoloso percorso appena intrapreso e immediatamente interrotto.

morphine at you service

In Morphine “At Yor Service” ci troviamo di fronte ad una collezione che va dai primi brani che la band suonò assieme fino alle ultime composizioni.

Dalle note interne del CD, Billy Conway, batterista della band, dice  che Sandman fu probabilmente uno dei musicisti più registrati della storia della musica. “Stava sempre registrando qualcosa, sempre. E i Morphine registrarono praticamente ogni loro prova in studio su nastri a 8 piste. La quantità di canzoni che Sandman ci ha lasciato é sbalorditiva” spiega Billy e aggiunge che secondo una sua stima ci sono approssimativamente 60 canzoni mai realizzate.

Insomma, un’ottima prospettiva per il futuro.

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Whisky Bible 2010

Posted in Whisky on ottobre 14th, 2009 by texo

whisky-bible-2010booksmall-forekmshopOggi é finalmente arrivata la Whisky Bible 2010 di Jim Murray, la guida di riferimento per ogni appassionato di whisky. Sono curioso di leggere alcune valutazioni di whisky recentemente acquistati ma come sempre la mia attenzione é diretta immediatamente alla classifica dei vincitori per l’anno che arriverà, e grande sorpresa! Lo European Whisky Of The Year é svizzero!

A dirla tutta, Jim Murray aveva addocchiato i whisky svizzeri già da alcuni anni e altre pubblicazioni di diffusione mondiale come il Malt Whisky Yearbook dedicano già da tempo una sezione alla produzione elvetica. In passato il Single Lakeland Malt Whisky di Port, nel canton Berna (Spezialitätenbrennerei Zürcher) si era avvicinato ai primi posti nella “bibbia” del 2008 con 94 punti e avrebbe potuto essere un vincitore sicuro se Murray lo avesse potuto assaggiare in tempo ma questa volta la “bibbia” ci porta ad Appenzell per celebrare assieme questa creatura liquida:

Säntis Malt Cask Strength Peated

Säntis Malt Cask Strength Peated – Edition Dreifaltigkeit

European Whisky Of The Year

96.5 punti

E’ forse superfluo aggiungere che questa magnifica bottiglia ha già preso la strada che la porterà in Valcolla. Esatto… é superfluo dirlo. Inutile aggiungere che fra un paio di giorni lo si potrà gustare accompagnato da un bel pezzo di formaggio e qualche salametto di cervo e cinghiale con buon pane fatto in casa. Ma che lo dico a fare?

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Roscoe Holcomb

Posted in Musica, Whisky on ottobre 11th, 2009 by texo

roscoe-holcombIn questo momento non posso fare a meno di parlare della musica di Roscoe Holcomb. Oramai da qualche settimana non faccio che riascoltare senza sosta la voce stridula, lamentosa e antica di questo minatore, cantante, musicista di Daisy, Kentucky.

Ora comincia a fare fresco qui da me tra le montagne della Valcolla  e come per una strana congiunzione la voce di Holcomb  ci sta tutta con questa valle.Roscoe Holcomb Ma a dire il vero già da qualche tempo io mi diverto a sottolineare quanto Kentucky ci sia in Valcolla. E c’era pure un po’ di Valcolla in Kentucky. Holcomb possiede una timbrica vocale assolutamente peculiare e indissolubilmente legata ai monti Appalachi, un canto dal sapore antico e popolare che John Cohen, amico di Holcomb e membro fondatore della folk band New Lost City Ramblers, definì High Lonesome Sound, che potremmo tradurre in  uno “stridulo lamento solitario”.

Questo timbro vocale mi ricorda assai certi canti lamentosi già ascoltati altrove, come quella specie di lamento funbere che ascoltai nel 2003 nell’arcipelago di San Blas a Panama, sulle isole dei Kuna.

Mi conviene questa voce autentica e originale, un vero canto dall’anima, ma quasi mi dimentico di aggiungere che Holcomb fu pure un ottimo banjo player come pure un bravo chitarrista.

ardbeg-corryvreckanSto infine gustando un paio di centilitri di un whisky speciale, Ardbeg Corryvreckan, che Jim Murray premia con 96 punti su 100 nella sua Whisky Bible del 2009 descrivendolo così: naso, eccellente, corposo, quasi impenetrabile ma con un fumo di torba che comincia a crescere. Gusto, spettacolare con molteplici sfaccettature e innumerevoli personalità. La torba, quasi troppo densa per essere percepita col naso, si apre con una fanfara di fenoli. La sua enormità ha le proporzioni di una cattedrale. Finale lungo con note di zucchero di canna che prolungano l’uscita dell’orzo, ma é l’inconsueto passaggio da uno scudo salmastro alla mocha che distingue questo distillato. Semplicemente fantastico e unico  nella sua enormità senza sforzo.

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