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Macrolepiota Procera

Posted in Whisky on settembre 30th, 2009 by texo

Ma é o non é una figata girarsi verso la propria finestra, a casa , per ammirare le ultime luci della giornata farsi strada tra i rami degli alberi. Veramente un’esperienza da sottolineare.  Ma cosa ha detto il premier stasera dopo l’annuncio della morte dei soldati italiani a Kabul, ha detto Fuck You! Attentato a Kabul. Tutto spettacolo e intanto le famiglie soffrono e non capiscono bene perché. Ma che cazzo succede a questo mondo, a questa specie vivente. Giusto questo pomeriggio visionavo delle meravigliose fotografie della via lattea, con un fittissimo reticolato di stelle, tantissime. Tantissimi mondi. E con la percezione dell’ immensità nel cuore devo sentire in televisione di questa razza merdosa che si ammazza su questo granello di sabbia senza speranza! Il genere umano é senza speranza.

highland-parkOra avrei solo voglia di trovarmi di nuovo in sospeso, in giro, senza una meta precisa. Non so… Questa é una serata in cui avrei avuto voglia, una volta tornato a casa, di mettermi a scrivere qualcosa di interessante, di ricordarmi dei miei viaggi, del deserto, della fatica e del caldo. Invece adesso sono seduto davanti al computer e l’unica cosa cui riesco a pensare sono i pomodori oramai maturi che penzolano dalle mie piante in giardino, i cavalli del vicino che stanno tranquillamente mangiando l’erba del prato alla destra della mia finestra e io che mi appresto a gustare una buona insalata fresca di orto accompagnata da un paio cappelle impanate di Macrolepiota Procera colta non lontano da casa mia e  conosciuta anche come Mazza di Tamburo. Infine ho deciso di chiudere la serata con le note dolci e asciutte di un grande whisky delle Orcadi, Highland Park aged 30 years. Ecco, diciamolo, questo é veramente il momento che ripaga la mia giornata di lavoro. Un paio di sorsi veramente esclusivi e carichi di storia che mi rimettono in pace col pianeta intero. Adesso non conta più un cazzo. Può succedere qualsiasi cosa sulla terra adesso. Potrebbe cadere un asteroide, potrebbe scoppiare un’ atomica, non mi importa. Sono tutto raccolto in questo mio privato istante e tutto concentrato assaggio questo nettare dopo averlo odorato a lungo. Nose, Taste, Finish, Balance: le quattro fasi di una degustazione pienamente consapevole che in questo momento sto sperimentando. Adesso conta solo il fantastico lavoro di una manciata di persone di una remota isola a nord della Scozia.

frisell-disfarmerCome spesso capita, la mia degustazione é accompagnata dalla musica. Oggi le antiche storie di un’America rurale narrate da Bill Frisell che racconta le fantastiche fotografie di Mike Disfarmer, scattate nella prima metà del 1900 a Heber Springs, Arkansas

Ma questo blog sta diventando sempre più una cronaca liquida dedicata all’ acqua della vita… e alla musica, ovviamente.

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Willett – Port Ellen

Posted in Viaggio, Whisky on settembre 12th, 2009 by texo

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willetMa oggi é Sunday o Saturday? Sto vivendo un magico momento ascoltando un fantastico disco  di Railroad Earth.album-elko Questa é la musica che mi mancava, un ponte tra bluegrass e psichedelia. Ma comunque la vera ricorrenza é l’apertura della favolosa bottiglia di Willett Straight Kentucky Rye Whiskey che mi sono regalato per il compleanno. Veramente un’esperienza al di là della mia fantasia, oltre la memoria del gusto. E’ già trascorsa una settimana e mezzo dal mio rientro e già tutto mi sembra lontanissimo. Cerco comunque di sollecitare la memoria risvegliandola con le immagini scattate durante quelle settimane di viaggio. Anche la musica ascoltata durante i lunghi pomeriggi trascorsi ad inseguire le insegne dei motel mi aiuta a ricreare lo stato d’animo pacifico, rilassato che ha contraddistinto questo viaggio. Mi sono ritrovato come in una bolla emotiva, un gavettone emozionale totalmente impermeabile che mi ha regalato una privatissima esperienza ricca di stimoli. Ho viaggiato ascoltanto la voce antica di Ralph Stanley e i suoi Clinch Mountain Boys attraversando le Appalachian Mountains in Kentucky e Tennessee. Ho attraversato interminabili foreste e mi sono cotto sotto il sole del deserto sempre sulle note di qualche importante musicista e anche questa sera, con la luna che dondola sul limite del monte, davanti a me, con la valle già tutta calata nell’oscurità, con i disegni di nuvole scure appena percettibili nell’oscurità, ci sono le note tranquillizzanti del mandolino di Chris Thile e ancora un rotondissimo bourbon, mentre ammiro la mia valle nel buio, seduto in terrazza. C’é stato un momento simile durante la mia vacanza, qualche minuto in cui mi sono fermato in piedi nell’oscurità e mi sono detto “fai silenzio e ascolta”.

port-ellenAdesso é trascorso più di un mese e l’esperienza americana é già completamente alle spalle, lontanissima. Mi sembra di non esserci mai stato. E’ sabato pomeriggio. Sta piovendo e sto odorando un magnifico bicchiere dell’ultimo Port Ellen acquistato, Berrys’ Own Selection del 1982, botte 2850. I miei sensi, sollecitati, risvegliano dei ricordi vecchi di un anno, quando di sera alle 8 si aprì il portellone anteriore del ferry che ci portava sull’Islay e fui avvolto da un magnifico profumo che invadeva l’aria ancora fresca di tardo marzo. Un chiaro e inconfondibile odore di malto affumicato mi accoglieva mentre scendevamo lentamente sul molo con i fari di servizio che ci accecavano. Era già buio sull’isola e una sontuosa cena di mare ci attendeva al Lochindaal di Port Charlotte. Mentre ci allontanavamo dal molo seguendo una fila di automobili passammo accanto alla vecchia distilleria di Port Ellen, oramai riconvertita in stabilimento per la maltatura. Ora, a distanza di qualche mese,  mi inchino in segno di rispetto e stima di fronte a tanta perizia.

Sláinte Mhath!

Salute a tutti!

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