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Ricordi in 2D

Posted in California, Delirio on dicembre 30th, 2008 by floating

E’ bello essere persi in pensieri felici. Si spazia senza senso nei meandri più reconditi del brain. E poi, a questo punto, un goccio di grappa aiuta a liberare quei ricordini nascosti lì dietro quel pezzettino di testolina e via…tutto si apre come una diga e i ricordi dilagano e ti affogano.
I ricordi.
Che roba stona. Ma perché ci sono?
Si vivrebbe meglio senza?
Ogni tanto ci si sintonizza su channel remembrance e via…puoi spaziare da quella birra bevuta in quel corner-shop sulla 24-esima a quell’incontro alla festa di facoltà. E’ tutto molto random. Molto piatto. I ricordi non hanno spessore. Sono in 2D. I ricordi sfilano come in un juke-box…e sta a te scegliere il disco e la track. E poi ci viaggi sopra. Ecco.
Mi ricordo di quel juke-box a San Francisco. Si giocava a biliardo e in sottofondo andavano dei pezzi che però non erano quelli che avevi scelto tu.
I ricordi.
Ma quanti giga avrà un brain? Sarebbe magnifico picchiarci su tutti i ricordi: fare del tipo un box-set di ricordi celebrativi e un box set di ricordi di merda. E poi azzerare il tuo brain…così da sentirti libero di nuovo.
I ricordi, a volte, imprigionano.
Ma sono l’unica cosa che abbiamo per sapere di aver vissuto.

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Buio nero

Posted in Musica on dicembre 2nd, 2008 by texo

E’ inutile stare lontani dalla scrittura. Prima o poi lo stimolo ritorna. E’ un po’ come cagare e adesso io sono sulla tazza perché nelle settimane passate ho mangiato molto, anzi troppo ed é dunque giunto il momento di fertilizzare questa pagina con una bella spalmata di parole. Qualche sera fa rientravo dal lavoro. Era già buio nero e ripensavo alla musica suonata di recente. Ci pensavo distratto, però. Tanti pensieri, come trenini elettrici, entravano nelle gallerie della mia testa, da tutte le parti. Guidavo addirittura sconcentrato – male – mentre il parabrezza si appannava e i bagliori della strada si allargavano. “Fa freddo dentro sta cazzo d’auto, cristo! Ma non si scalda?”
Stavo pensando veramente ancora ai vecchi mixtapes che preparavo per gli amici fino a qualche anno fa.



Ricordo che per completarli, quando rimanevano pochi secondi alla fine del nastro (non sopportavo gli spazi vuoti), componevo qualche stravaganza musicale, del rumore strutturato o qualche improbabile ballata alla chitarra e toppavo questi buchi. In seguito presi l’abitudine di prepararmi una valanga di nastri tematici ogni volta che partivo per le mie innumerevoli scorribande americane:

Nastro Serale
Nastro California
Nastro Deserto – Eroina
Nastro Deserto – Cooder
Nastro Sud-Est
Nastro Texas
Nastro New York

e via così.

Ora però é buio, ripeto, sono in macchina e sulla SD card dell’autoradio ho caricato i brani di questo blog in MP3 (“Ma quanti gesti ho dimenticato?” Mi fa ricordare uno spot televisivo). Partono le note tranquille di “The Attack Of The Killer Jackalope From Outer Space” e ritrovo la concentrazione. Mi dico e mi ripeto che la musica riempie la mia esistenza e ritorno a casa sereno.