Bishop

Qualche settimana fa il mio amico Enrico scriveva che non si é mai amata veramente la musica se non ci si é immersi, un giorno o l’altro negli oramai lontani anni 80, nella preparazione di un mixtape. Non c’entra molto con ciò che sto per scrivere ma in ogni caso lo dico: non si può amare veramente la California senza aver amato le magiche armonie dei CSN. Impossibile! Credetemi! Come fai ad andare in California senza avere in testa le melodie di Wooden Ships, o le armonie di Tamalpais High? Impossibile. Per me si tratta di un esercizio impossibile. Un po’ come visitare N.Y.C. e il suo Greenwich Village senza pensare a tutto il Folk e il Jazz che li si é suonato.
Ma quante cazzo di volte sono stato a San Francisco?

mp3: Isadora Lane

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Ora siamo a Bishop e sono felice quando arrivano le chips di mais e la salsa in questa tavola calda messicana. E’ anche arrivato un sontuoso burger, enorme, traboccante di grasso. Ciò di cui ho assolutamente voglia in questo momento. Con un paio di cetrioli, qualche foglia d’insalata e due fette di pomodoro. Il tutto annaffiato da una fresca Tecate. Degli orrendi quadri adornano le pareti di questo locale in cui siamo i soli clienti. Una waitress messicana ci guarda incuriosita, sorridendo poi ci porta altra acqua. Le strade di Bishop sono tranquille in questo pomeriggio caldo. Una Harley tutta cromata passa rombando mentre io quasi imbambolato la seguo con lo sguardo per tutta la strada.

mp3: Discesa

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2 Responses to “Bishop”

  1. Anonymous Says:

    difficile non ricordare
    inebriati dalle verdi aghifoglie dello Yosemite che parevano le alpi o un film sugli indiani
    ricordo un piccolo lago nel quale gli abeti si specchiavano come in una tela di Monet
    giu’ fino a Bishop per un pitstop
    con quella strada accanto al posto dello sceriffo con tutti i cavi elettrici volanti ma ordinati
    tagliavano perfettamente il cielo in parallelepipedi dei colori dell’autunno desertico
    e la tavola calda con quella birra con quello slogan ottimo per un’assicurazione ma non per una birra
    sulla strada per la death
    per me era la prima volta

  2. enrico Says:

    è forse leggendo queste righe, e le altre del tuo viaggio che sono arrivato ad ascoltare Jonathan Richman (“Because her beauty is raw and wild”). Te lo consiglio, c’è molto messico e chitarre country, lo pubblica la Vapor records, il booklet contiene delle belle fotografie di San Francisco!
    ciao, enrico

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